Ubi Banca, tensione tra le «squadre» di Brescia e Bergamo

da Milano

Il piano industriale di Ubi Banca è quasi ultimato ma tra Bergamo e Brescia non conosce sosta il confronto per definire il sistema di pesi e contrappesi interno alla superpopolare nata dall’unione di Bpu e Banca Lombarda.
L’attuale nodo del contendere è il sistema informatico, una scelta da cui dipende non solo la sopravvivenza delle relative strutture dedicate, ma anche l’organizzazione del lavoro sia a livello di capogruppo sia di rete commerciale. Ecco perché, a meno di ripensamenti, Ubi sottoporrà il problema a un giudice super partes, avviando una sorta di arbitrato «atipico» in cui sarà coinvolto un tecnico terzo rispetto ai consulenti di McKinsey che stanno seguendo l’intero piano industriale. La decisione non è usuale in Piazza Affari, ma potrebbe risultare determinante per ricomporre gli orientamenti al vertice di Ubi. A partire dal consiglio di gestione, dove la squadra di «estrazione» Bpu e quella in quota Banca Lombarda non hanno finora lesinato energie per difendere la bontà delle rispettive soluzioni software.
Fino a determinare, secondo quanto ha potuto ricostruire il Giornale, un doppio passaggio «a vuoto» nello stesso consiglio. Apparso da subito in difficoltà a superare l’ex aequo di cinque preferenze contro cinque con una spaccatura verticale tra i rappresentanti bergamaschi e quelli bresciani. Da qui il tentativo di Auletta di superare una impasse di cui appaiono tracce fin dal mese di marzo, quando il gruppo Ubi avviò i «cantieri» per l’integrazione. A differenza di tutto il resto dell’organigramma, la casella dei «Sistemi & Servizi» era infatti stata affidata in cogestione alle due spose in attesa di individuare quale delle due applicazioni software risultasse più consona alle esigenze della super-cooperativa. Il confronto interno si è tuttavia rivelato più serrato del previsto, imponendo ad Auletta di giocare la carta dell’arbitrato. Prioritario resta, infatti, rispettare i tempi del piano industriale che, secondo le attese, entro metà giugno dovrà superare sia il vaglio del consiglio di sorveglianza sia quello del consiglio di gestione. Poi la presentazione al mercato e alle forze sindacali: Bergamo ha una divisione software ad hoc mentre a Brescia tutto è concentrato nella Lombarda Sistemi & Servizi.
Ricadute occupazionali a parte, la scelta del sistema informatico diventa anche un banco di prova dell’effettiva «coesione» tra le due anime del gruppo guidate rispettivamente da Auletta e dal vicepresidente del consiglio di gestione Corrado Faissola. Per rafforzare lo spirito di appartenenza il top manager ha già deciso di riunire la nuova squadra dirigenziale in Laguna sull’isola di San Clemente. Durante l’appuntamento ci sarà spazio anche per spettacoli e occasioni mondane, ma a Brescia non manca qualche malumore oltre che sulla gestione della banca anche sulla stessa «dinamica» delle riunioni operative condotte da Auletta.