Un «Ubriaco» conquista Bra

L’«Ubriaco di Sciacchetrà» sta letteralmente spopolando a Bra, in provincia di Cuneo, dove in questi giorni si sta svolgendo il «Cheese 2007», l’incontro biennale promosso da Slow Food per presentare al mercato nazionale e internazionale il mondo del formaggio di qualità e, più in generale, del latte nelle sue varie forme, che si chiuderà domani. L’«Ubriaco» infatti non è un simpatico beone con l’inclinazione, invero raffinata, verso lo Sciacchetrà. Bensì un formaggio tipico della Val di Vara, nello Spezzino, che i produttori locali usano immergere nel delicato vino ligure fino a farne assumere il prezioso aroma.
A dire il vero il tema centrale di questa edizione di «Cheese 2007» sono i formaggi erborinati e le produzioni caesarie dei Paesi dell’Est europeo, in particolare Romania e Bulgaria. Infatti, nonostante quello che si crede in giro, la Romania, da quando è entrata nell’Unione Europea, non esporta soltanto qualla massa di criminali che sta affollando le prigioni di mezza Europa, ma anche formaggi.
Per essere più precisi «Cheese» è una mostra mercato con 3494 metri quadrati del Grande Mercato dei Formaggi (186 bancarelle e 50 stand); 1500 metri quadrati della Gran Sala del Formaggio ed Enoteca; 498 metri quadrati di chioschi di degustazione; 225 metri quadrati di Piazza della Birra e del Mangiar per strada; 10 stand di Province italiane; 7 stand istituzionali delle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Trentino e Valle d’Aosta. Senza parlare poi della presenza internazionale di 17 Paesi, dall’Australia agli Stati Uniti.
La presenza ligure a «Cheese» è stata organizzata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria e da Unioncamere Liguria, le quali hanno allestito gli stand S40 e 41 della manifestazione. La Liguria porta i risultati del sottoprogetto «Val’montain» nell’ambito del progetto europeo «Interreg IIIC Promstap», il cui obiettivo concreto è quello di promuovere un approccio «dalla stalla alla tavola» applicato alla filiera lattiero casearia, e quindi una maggiore riconoscibilità per i prodotti tradizionali e di montagna. Lo scopo: farne conoscere le caratteristiche.
E in questo campo la Liguria si difende. Sui banchi dello stand ligure vediamo dunque la «Sora», formaggio di pecora brigasca nella sua tradizionale veste quadrata; la «formagetta di Stella», che fa concorrenza alle più celebri robiole caprine del Piemonte; l’originale «gorgonzola caprino» dell’entroterra genovese, ai formaggi di latte vaccino; il «San Sté» della Val d’Aveto. Per poi finire con il celebre «Ubriaco di Sciacchetrà».
Nello stand ligure, così come negli altri, l’antico adagio «si guarda e non si tocca» non si applica davvero. Ogni visitatore che lo desideri può partecipare a degustazioni guidate da esperti assaggiatori che, per l’occasione, abbinano ogni formaggio ad uno specifico vino di qualità che, ovviamente, è sempre ligure. Uno di questi incontri è il «Cantu pe tastà», angolo dedicato all’assaggio, dove sono previsti momenti giornalieri proprio per conoscere le bontà della Liguria.
E non si può parlare di formaggi liguri senza citare uno dei piatti più deliziosi in assoluto della ricca gastronomia ligure: la celeberrima focaccia col formaggio di Recco. Nel corso delle passate cinque edizioni di «Cheese», produttori, allevatori e appassionati gourmet hanno avuto modo di apprezzare la bonta della nostra focaccia facendone uno dei piatti più apprezzati in assoluto. Anche questa volta Slow Food ha invitato ufficialmente il Consorzio Focaccia di Recco che si è presentato con i suoi abilissimi cuochi in piazza XX Settembre, dove si svolge la manifestazione, creando immediatamente un punto d’attrazione visitato praticamente da tutti i visitatori della rassegna. A Bra il Consorzio Focaccia di Recco è presente con due forni, grazie anche alla colaborazione con il Comune di Recco, in modo da poter far fronte alle continue richieste dei visitatori.
C’è da dire, inoltre, che la focaccia col formaggio, con l’avvio della richiesta dell’IGP (Indicazione geografica protetta) e con il Consorzio, che rappresenta tutta la zona di produzione del Tigullio (Recco, Sori, Camogli e Avegno), grazie anche ai pieghevoli che vengono distribuiti a «Cheese» con la riproduzione delal ricetta depositata al ministero delle Politiche agricole e le relative indicazioni stradali, diventa un impareggiabile volano di promozione turistica per tutta la Liguria.
Dopo la creazione e la registrazione del marchio di qualità del Consorzio Recco Gastronomica, logo che ha il preciso scopo di contraddistinguere e tutelare in modo esclusivo la focaccia di Recco contro le imitazioni, adesso manca soltanto il riconoscimento IGP dell’Unione Europea. La pratica, depositata al ministero delle Politiche agricole, ha infatti già superato l’esame tecnico e ora sta completando l’iter a Bruxelles.
Da non dimenticare che, spesso, la focaccia si accompagna alla birra. Ed ecco allora che a Bra è presente anche il Birrificio L’Olmaia di Apricale (imperia), uno dei più caratteristici della regione.