Ubriaco e contromano investe una comitiva

Un ventenne guida a velocità folle e travolge un gruppo in partenza per
i mercatini di Natale in Svizzera Un morto, ventisei feriti, grave una
bimba di 7 anni. L’uomo arrestato, sulla strada nessun segno di frenata

Non ci sono segni di frenata, nessuna traccia di un disperato tentativo di evitare il peggio. Una corsa in macchina, una sfida alla sorte: persa. L’auto piomba come un fulmine contro una cinquantina di persone: è una strage. Cesano Maderno, via Risorgimento, periferia di Milano, è una strada lunga e dritta. Sul posto si trovano almeno duecento persone, dall’altra parte del rettilineo ci sono quattro pullman: aspettano che la gente salga. Doveva essere una domenica di festa. La comitiva era diretta a Montreaux, poco distante da Ginevra. Intere famiglie, bambini, anziani: tutti in partenza per vedere i mercatini di Natale. Alle 5,30, ancora buio e con un freddo boia, un uomo di 60 anni ha incontrato la morte. Impossibile consolarsi con la ragionevole speranza che se ne sia andato senza neppure accorgersene. Il bilancio della tragedia è drammatico: si contano ventisei feriti, almeno la metà in gravi condizioni. Tra loro una bambina di sette anni: già aspettava Babbo Natale e i suoi regali. Adesso è su un lettino d’ospedale in gravi condizioni, anche se, salvo complicazioni, dovrebbe cavarsela.

Lo schianto improvviso e terribile ha trasformato il vialone prima in un cinico campo di battaglia e poi in un triste luogo confuso surreale. Con gente a terra che urla, si lamenta, chiede soccorsi. Le pozze d’acqua sono rosse dal sangue. Sull’asfalto panini, borsette, scarpe. Ombrelli strapazzati. Ecco lì un doposcì rosa: è quello della bambina. I testimoni hanno raccontato che la Bmw serie 1 procedeva a velocità impressionante. Viaggiava contromano. Al volante P.F.M., 20 anni. Vive con la famiglia a Cesano, a poche centinaia di metri dal luogo del disastro. Impiegato in un’agenzia d’assicurazioni. Aveva passato la nottata con la fidanzata e gli amici al «Cappellaio Matto» di Giussano. Una serata come tante, parecchie risate, qualche bicchiere di troppo e via. Sul bolide, che quando schiacci è capace d’appiccicarti allo schienale. Il ventenne accompagna la ragazza e poi prende la strada di casa. Il rettilineo «invita» alla velocità. Neppure s’accorge del gruppo che si sta avviando verso i pullman. Neppure tocca il pedale del freno. L’auto si ferma solo dopo aver centrato la barriera umana. È l’inferno. Le vittime crollano come birilli. Quelli che sono scampati alla strage, cercano i parenti, gli amici: sono tutti sconvolti. Il ragazzo scende dalla Bmw, è intontito: «Non ho visto niente» dice. Il papà della bambina lo afferra per il collo. Rischia il linciaggio. I carabinieri giungono in tempo per strapparlo dalle grinfie dei più esasperati.

Via Cavallotti comincia a pullulare di lampeggianti blu e bianchi: arrivano le ambulanze. Un medico si ferma: deve stabilire chi trasferire in fretta al pronto soccorso. Ha il compito di stilare la triste classifica dei più gravi. I volontari del 118 vanno e vengono. Per Giuseppe Lorenzetto di Seregno, non c’è nulla da fare. Ma il bollettino delle vite spezzate, col passare delle ore, potrebbe allungarsi. Arriva la fidanzata del giovanissimo impiegato. Intuisce: piange. I carabinieri prendono in consegna il giovane. Deve fare gli esami. Risultato: ha bevuto oltre la soglia. L’ha superata di poco. Per il resto, l’esito sarà pronto oggi. Magari l’ha tradito anche un colpo di sonno. In ogni caso i carabinieri lo arrestano per omicidio colposo.