Ubriaco travolse ragazza Non regge al rimorso e si impicca a una scala

LE REAZIONI La famiglia di Claudia: «Neanche nostra figlia avrebbe voluto che finisse così»

Non ha retto al rimorso. Non ce l’ha fatta a vivere con il ricordo di quello che aveva fatto: si è impiccato a una scala della casa di Cavour (in provincia Torino) in cui viveva con i genitori così Corrado Avaro, l’uomo che il 15 luglio del 2007, mentre era ubriaco alla guida, aveva travolto e ucciso una 16enne di Pinerolo, Claudia Muro. L’uomo ha lasciato un biglietto in cui si scusa con i genitori e in cui spiega tutto il suo rimorso per quanto accaduto e per le ripercussioni avute anche sulla sua famiglia. Avaro venne condannato l’ 8 maggio, in Tribunale a Pinerolo, a 3 anni di reclusione con il rito abbreviato.
Dopo aver investito la ragazza, scampò a un tentativo di linciaggio da parte degli amici della vittima. Dopo un periodo di detenzione nel penitenziario di Saluzzo, in provincia Cuneo, ottenne gli arresti domiciliari perché le sue condizioni psicologiche lo avevano portato alla depressione. Prima dell’incidente mortale, Avaro aveva già sulle sue spalle due precedenti per guida in stato di ebbrezza, del 1999 e del 2004. Nell’inverno del 2006 la patente gli venne sospesa per due mesi e quindici giorni.
«Non volevamo che finisse così, è un giorno triste anche per noi». È il commento dei genitori di Claudia Muro, la sedicenne uccisa da un’auto a San Secondo di Pinerolo, alla notizia del suicidio dell’investitore. «Siamo sicuri che non lo avrebbe voluto neanche Claudia. Lo abbiamo detto subito dopo quel drammatico incidente, quando Avaro minacciò il suicidio. Crediamo nella giustizia e nei suoi valori, punitivi e rieducativi, e speravamo che Avaro riuscisse a rendersi conto di ciò che aveva fatto ricostruendosi, al termine della pena, una vita e un futuro nel segno del rispetto della vita». I genitori di Claudia si dicono «vicini alla famiglia Avaro» perché «solo chi ci è passato può rendersi conto della sofferenza che si prova alla morte di un figlio e di un fratello». «Oggi - è la conclusione - è un giorno triste anche per noi. Oggi Claudia muore una seconda volta».
Purtroppo la storia della giovane di Pinerolo non è rimasto isolato. Proprio nelle ultime ore in altri due incidenti autisti ubriachi hanno travolto e ucciso persone che attraversavano la strada o che semplicemente scendevano dalla propria automobile. È accaduto nel napoletano, precisamente a Quarto, dove è caccia a un furgone Iveco Daily bianco che, nella serata di domenica, ha travolto e ucciso Rosario Tornese, poliziotto libero dal servizio, sul raccordo che collega Quarto a Licola. L’uomo era sceso dall’auto in avaria ed è stato colto in pieno dal furgone che sopraggiungeva a folle velocità forse dopo aver effettuato un sorpasso. Per l’ispettore, viceresponsabile della Sottosezione di Fuorigrotta della polizia stradale di Napoli, non c’è stato nulla da fare ed è morto sul colpo prima di giungere presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Per l’intera notte si è cercato, invece, l’autista del mezzo che dopo l’incidente mortale non ha prestato alcun soccorso all’uomo ed è fuggito. Unico indizio una parte di specchietto che è rimasto a terra dopo l’impatto.