Ubriaco al volante uccide una 16enne

Ieri notte davanti a una discoteca vicino a Torino. La vittima stava attraversando sulle strisce, un’auto l’ha investita a tutta velocità. All'uomo era già stata ritirata la patente tre volte

Torino - Lo avevano sorpreso a guidare ubriaco tre volte. E per tre volte gli avevano ritirato la patente. Ma solo per qualche mese. Gliela avevano restituita solo qualche settimana fa. E ieri notte Corrado Avaro, 30 anni, di nuovo ubriaco ha ucciso. Vittima una ragazza di 16 anni, Claudia Muro, studentessa di Rivalta. È stata falciata mentre attraversava sulle strisce pedonali dopo essere uscita da una discoteca.

È successo lungo la strada provinciale di San Secondo di Pinerolo, paese a una quarantina di chilometri da Torino. Adesso l’assassino si trova in carcere. Claudia aveva trascorso la serata nella discoteca «Villa Glicini», con lei un gruppo di amici. Intorno alle 2 i ragazzi sono usciti. Sono rimasti ancora un po’ sul marciapiede a chiacchierare, poi Claudia ha salutato e ha attraversato la strada per raggiungere la macchina del fidanzato. All’improvviso sono spuntati i fari accecanti di una Rover 200. Alla guida Corrado Avaro. Claudia non ha neanche avuto il tempo di spostarsi. «Una botta violentissima – racconta uno dei ragazzi –. L’ho vista volare in aria e poi finire sull’asfalto. È morta all’istante».

L’investitore si è fermato una cinquantina di metri dopo. Quando i carabinieri si sono avvicinati, ha cominciato a ripetere. «Non l’ho vista, si è gettata in mezzo alla strada all’improvviso. Io andavo pianissimo». Parole che sono state sentite anche dagli amici della ragazza uccisa, che si sono scagliati contro di lui. Non ci fossero stati i militari lo avrebbero linciato.

Lui, pregiudicato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aveva un tasso alcolemico tre volte superiore ai limiti. Sono scattate le manette con l’accusa di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza.

Il troppo sangue che continua a spargersi sulle strade rinfocola per l’ennesima volta le polemiche e il dibattito politico. Che, stavolta, trova maggioranza e opposizione sulla stessa lunghezza d’onda. «È indispensabile per il Paese - la voce sia da destra che da sinistra - dotarsi di una struttura che gestisca in modo unitario tutta la materia della sicurezza stradale per centrare l’obiettivo fissato dall’Ue di ridurre del 40% in dieci anni il numero dei morti e dei feriti negli incidenti stradali».