Ubs, conti in rosso anche a gennaio-marzo In arrivo 8.700 tagli

C’è anche chi si è presentato all’assemblea con una copia delle favole dei fratelli Grimm, a sottolineare ironicamente le storielle raccontate l’anno scorso sullo stato di salute della banca. Costretti a digerire la perdita monstre 2008 di 20 miliardi di franchi svizzeri (13,2 miliardi di euro), i 5mila soci di Ubs hanno ieri avuto conferma che l’istituto continua a navigare in acque agitate e dovrà quindi far saltare 8.700 posti di lavoro.
L’impresa di Goldman Sachs, tornata in utile nel primo trimestre dopo mesi di burrasca, non è infatti riuscita alla principale banca rossocrociata: tra gennaio e marzo, il rosso ha toccato i due miliardi di franchi (oltre 1,3 miliardi di euro). Ubs continua a soffrire gli effetti negativi indotti da una gestione poco accorta, fortemente sbilanciata sul versante subprime, con uno strascico di 3,9 miliardi sui conti provocato da svalutazioni e accantonamenti legati a titoli tossici. Sulla banca ha pesato inoltre la decisione di rivelare alle autorità Usa la posizione di parte dei clienti sospettati di evasione fiscale. Una crepa aperta nel finora inviolabile segreto bancario elvetico che ha avuto come conseguenza un deflusso netto di circa 23 miliardi di franchi destinato comunque a non ripetersi dal momento che Ubs, in base all’accordo raggiunto con gli Stati Uniti, non può più gestire fondi off-shore. «Per quanto riguarda il rispetto delle leggi e delle disposizioni vigenti, non tollererò violazioni o "zone grigie" », ha detto in assemblea il nuovo amministratore delegato, Oswald Gruebel, ex numero uno di Crédit Suisse. La banca ha inoltre confermato la previsione di un coefficiente di capitalizzazione Tier 1 del 10% alla fine del primo trimestre e la prosecuzione nel processo di riduzione della rischiosità delle sue attività.
Serve dunque una cura da cavallo per rimettere in carreggiata l’istituto, che ieri in Borsa ha perso il 6,8%. «La via del ritorno al successo sarà lunga», ha premesso Gruebel. Il suo obiettivo è risparmiare entro la fine del 2010 3,5-4 miliardi di franchi. Come? Attraverso la soppressione di 8.700 posti di lavoro, di cui 2.500 in Svizzera (per 1.500 è previsto il licenziamento) dopo i 1.500 già eliminati nella Confederazione lo scorso anno. «A fine 2008 contavamo circa 77.800 collaboratori - ha spiegato l’ad - e a fine marzo il loro numero si aggirava attorno a 76.200 unità. Prevediamo che entro il 2010 scenderanno a 67.500». Ubs punta inoltre su un nuovo modello di remunerazione in base al quale i bonus saranno legati per almeno tre anni alle performance del gruppo. La nuova formula è stata definita «intelligente» e «sostenibile» dal presidente uscente Peter Kurer (sostituito dall’ex ministro delle Finanze elvetico, Kaspar Villiger, mentre Sergio Marchionne resta vicepresidente indipendente), ma è stato anche più volte criticato per l’assenza di massimali.