Ubs, Marchionne fa il bis Coordinerà gli indipendenti

da Milano

Sergio Marchionne da ieri è un po’ più «uno e bino». L’amministratore delegato di Fiat Group, che questa mattina esaminerà con il cda i dati del primo trimestre del Lingotto, si è fatto carico di un nuovo impegno in Ubs. Oltre a ricoprire la carica di vicepresidente non esecutivo del colosso bancario svizzero, Marchionne ha assunto anche quella di coordinatore degli amministratori indipendenti.
L’incarico aggiuntivo del top manager, che comunque ha assicurato che gli impegni in Ubs non interferiranno con il suo lavoro a Torino, rientra in un pacchetto di misure che con cui il presidente della banca, Peter Kurer, intende rivedere la governance. La stessa Ubs ha infatti riconosciuto gravi falle nei controlli interni e nell’affrontare i rischi che hanno portato alle svalutazioni (37 miliardi di dollari) e a una forte esposizione sui subprime Usa. L’assemblea che si è svolta ieri a Basilea ha approvato una ricapitalizzazione urgente per 15 miliardi di franchi. Marchionne affiancherà così Kurer - il cui mandato di un solo anno viene però letto dal mercato come una misura transitoria che lascia aperta per il 2009 ogni scenario, inclusa la nomina al vertice dell’attuale ad di Torino - nel lavoro di ripensamento strategico del gruppo e, quindi, nel ridimensionamento del ruolo di investment banking nonché nella valutazione di rischi degli investimenti. E a chi gli chiedeva delle difficoltà per il rilancio della banca, Marchionne ha replicato come, malgrado la crisi, «questo è un gruppo con una certa forza: ha preso delle sberle sul mercato Usa come tante altre istituzioni finanziarie, ma il suo core business è di una qualità eccezionale. Si dovranno ridurre le aperture della banca d’investimento, un processo doloroso ma lo faremo». E a proposito delle critiche mosse ai vecchi e nuovi vertici, Marchionne ha replicato come la maggioranza dell’assemblea si sia espressa con chiarezza, mentre «non bisogna dimenticare che Marcel Ospel (il presidente dimissionario, ndr) è colui che ha costruito la banca dandole un respiro internazionale«. Marchionne, indicato dall’ex numero uno Luqman Arnold come il presidente di transizione ideale per Ubs, ha espresso infine fiducia nel neopresidente Kurer, giubilato dallo stesso Arnold, affermando che ha le qualità giuste per guidare l’istituto svizzero. Sul trimestre della Fiat, all’ordine del giorno del cda di oggi, Marchionne si è limitato a dire che «i conti sono buoni». In Borsa il titolo Fiat, in controtendenza con il mercato, ha chiuso a 13,54 euro, con un incremento dell’1,65 per cento.