UBU RE Assurdo universo con le marionette umane

«Quelli di Grock» portano in scena al teatro Leonardo una satira contro stupidità delle convenzioni sociali

Uno spazio irreale, dove tutto è possibile. Una scenografia, di Carlo Sala, che è un'accozzaglia di oggetti, di stoffe, di materiali reciclati in cui si muovono gli attori della Compagnia Quelli di Grock per creare un mondo fantastico, anzi "patafisico". Ecco che la parola ci riconduce inesorabilmente ad Alfred Jarry e al suo Ubu re (Ubu Roi, 1896), commedia satirica originariamente concepita come spettacolo di marionette, che poi diviene un testo teatrale violentemente sprezzante contro la stupidità delle convenzioni sociali.
«Siamo alle prese con una drammaturgia che è una straordinaria provocazione, per chi la fa e per chi la vede rappresentata - spiegano Susanna Baccari e Claudio Orlandini, i due registi che insieme hanno diretto lo spettacolo - e che ancora racconta tanto di noi».
Il testo è un'icona per chi fa teatro, ma è poco conosciuto dalla maggior parte del pubblico. Anche per questo Quelli di Grock lo riportano in scena, ottenendo il coinvolgimento degli spettatori visto anche il ruolo diretto che gli attori, a tratti, gli conferiscono.
Un viaggio in un mondo assurdo, fatto di poltrone, tavoli, sedie, ombrelli, scale e materiali riciclati che si trasformano in troni, castelli, carri armati, o persino grotte e colline da scalare: all'inseguimento del mito del possesso.
Il tutto accompagnato dalla musica specificatamente e sapientemente composta da Gipo Gurrado, musica che è presente in tutto lo spettacolo, a volte quasi con ruolo drammaturgico. L'abituale destrezza della compagnia di Quelli di Grock nell'uso del corpo e del movimento, oltre che della parola, non potrà che immergere lo spettatore nella favola, fantastica quanto reale e pungente, di Jarry, che, nonostante sia stata rappresentata a Parigi per la prima volta presso il Theatre de l’Oeuvre nel 1896, è ancora contemporanea: «Siamo circondati dai "tiranni delinquenti" di Ubu re» concludono i registi.
A margine dello spettacolo un’altra iniziativa, anche questa nello stile della Compagnia. Già il titolo dice tutto: «Il teatro totale, incontri con il pubblico», nel quale i registi discutono con gli spettatori a proposito del rapporto fra regia e altre espressioni artistiche. Dopo il primo esperimento di ieri sera, con la professoressa Mazzocchi Doglio (Introduzione storica: l’autore, la sua opera, l’Ubu re), la professoressa Verna (La ricezione italiana dell’Ubu re), Susanna Baccari e Claudio Orlandini (Progetto registico, elementi della messa in scena), altri ne seguiranno.
Martedì 6 toccherà alla professoressa Paola Giorgi (docente di Tecniche di elaborazione del costume all’Accademia di Brera) e Carlo Sala (scenografo e costumista) che terranno una relazione sul tema «Scene e costumi: il progetto artistico e la collaborazione con gli allievi di Brera».
Ubu re, teatro Leonardo, fino all’11 febbraio. Informazioni: 02-26681166 e 02-716791. Ingresso 19 e 13 euro