Uccide il cognato dopo una lite finendolo a colpi di motosega

L’assassino ha inseguito la sua vittima nei vicoli del paese. Molti i testimoni, ma nessuno si è presentato ai carabinieri

Mariateresa Conti

da Palagonia (Catania)

Ha impugnato una motosega circolare, di quelle che si usano per potare gli alberi. E brandendo questa arma a dir poco singolare, ha colpito il cognato, con cui poco prima aveva avuto l'ennesimo scontro. L'uomo, cercando di parare i colpi con le mani, ha tentato di fuggire. Invano, perché l'aggressore lo ha inseguito e finito, con un colpo al torace che gli ha reciso d'un botto ben due arterie. Assurda tragedia familiare a Palagonia, piccolo comune in provincia di Catania. Un uomo di 37 anni, Salvatore Bartoluccio, è stato trucidato barbaramente dal marito della sorella, Maurizio Fischetto, 37 anni, con cui da tempo c'erano dissapori, culminati in passato anche in qualche denuncia. Fischetto, subito dopo il delitto, è fuggito. Ma le forze dell'ordine lo hanno rintracciato nelle campagne tra Militello Val di Catania e Mineo, e lo hanno fermato e tradotto nel carcere di Caltagirone. L'uomo, visibilmente sotto choc, si è detto innocente. Ma gli indizi a suo carico sono schiaccianti, anche perché la lite finita in tragedia si è svolta per strada.
La bufera è esplosa nella tarda serata di lunedì per motivi futili, come ha confermato un fratello della vittima, Sebastiano Bartoluccio: «C'erano stati dei contrasti - dice - ma per motivi stupidi, nulla di importante, cose che avvengono in tutte le famiglie. Ma non si poteva immaginare nulla del genere... ». E invece la tragedia si è consumata in pochi istanti. Fischetto è andato a casa della sorella, nel rione Matrice, centro storico di Palagonia. E ha subito aggredito verbalmente il cognato. Quindi ha afferrato la motosega, l'ha accesa, e ha cominciato a minacciarlo. Salvatore Bartoluccio, atterrito, ha cercato di scappare. Ma il cognato, implacabile, l'ha inseguito nei vicoli. E l'ha raggiunto. Salvatore ha cercato come poteva di parare i colpi di quella lama rotante. Si è portato le mani al viso, ma la motosega lo ha colpito alle mani, alle braccia, tranciando con facilità tutto quello che incontrava al suo passaggio. Salvatore Bartolotta è caduto, in una pozza di sangue. Ma poi con la forza della disperazione si è rialzato, ha abbozzato un altro debole tentativo di fuga. Michele Fischetto però lo ha raggiunto. E lo ha colpito al torace con la motosega. Un colpo mortale. Il taglio, laterale, ha tranciato - così ha rilevato il medico legale da un primissimo esame - l'arteria dell'ascella e quella dell'omero. Salvatore Bartoluccio, ormai incosciente, è morto dissanguato nel giro di pochi minuti.
Alla scena, degna davvero di un film dell'orrore, hanno assistito sicuramente diversi testimoni. Nessuno si è presentato ai carabinieri, ma le indagini si sono subito concentrate su Fischetto, a causa dei precedenti scontri che aveva avuto proprio con la vittima. Ad avvalorare i sospetti dei militari dell'Arma, l'assenza dal paese di Fischetto. Le ricerche a tappeto, nelle campagne, sono scattate subito. E proprio in campagna, in stato confusionale, è stato ritrovato Fischetto, nella zona di Militello Val di Catania. I militari hanno sequestrato anche l'auto dell'uomo, e hanno ritrovato anche la motosega assassina, utilizzata come arma. Fischetto è stato sottoposto a fermo e tradotto nel carcere di Caltagirone. Secondo quanto si è appreso, si è dichiarato innocente. La sua posizione adesso è al vaglio della Procura di Caltagirone, che dovrà decidere sulla convalida del fermo e sull'emissione di un eventuale ordine di carcerazione. Palagonia è sotto choc. Le famiglie nel piccolo paese sono abbastanza conosciute, e nessuno davvero si aspettava che quei litigi, anche aspri, potessero culminare in una simile tragedia.