Uccide a fucilate compagna e badante

Una misteriosa confidenza al cugino: «Tornassi indietro non mi metterei con lei»

Francesco Gambaro

Si è presentato spontaneamente ai carabinieri raccontando di aver ucciso la compagna e il domestico, ma rimane un mistero il movente del duplice omicidio avvenuto ieri sopra le alture di Genova in una villa nella località Scoffera. Giorgio Panini, imprenditore edile di 63 anni, ieri mattina all'alba ha freddato la convivente, Mariangela Rostagny, coetanea, con un colpo di pistola alla testa. Poi ha ucciso a colpi di pistola e di fucile il badante extracomunitario, che si trovava al piano di sopra.
Resta da capire che cosa sia scattato nella mente dell'uomo, che ai carabinieri ha confessato di aver ucciso la donna perché da tempo molto sofferente. Ma la circostanza, su cui stanno ora indagando le forze dell'ordine, è stata smentita in parte dall'ex marito della vittima, Ettore Garbarino. Il quale ha raccontato agli investigatori che la donna soffriva soltanto di una forma di artrosi, escludendo in ogni caso malattie gravissime della sua ex compagna.
Resta allora in piedi l'ipotesi di un raptus di follia da parte dell'uomo, che pare soffrisse da tempo di depressione e disturbi psichici. Ma non è neppure esclusa la pista del delitto di gelosia. Almeno stando a quanto raccontato da un parente dell'omicida, il cugino del padre, Armando Pugnaghi, che aveva ospitato a casa sua un paio di giorni prima l'imprenditore edile con la passione per le armi e le auto veloci.
«Giorgio - testimonia Pugnaghi - aveva tanti pensieri per il lavoro ed era preoccupato per le condizioni di salute della compagna. Però mi ha anche confessato che se avesse potuto tornare indietro forse non si sarebbe messo con lei...».
Sia quel che sia, ieri mattina all'alba l'imprenditore, titolare dell'omonima azienda ereditata dal padre, nella sua villa a tre piani della Scoffera, ha ucciso con una berretta calibro 7,65 l’amica che stava ancora dormendo. Lo sparo ha richiamato l'attenzione del badante che si trovava al piano di sopra e che è sceso per vedere cosa stava succedendo. Panini gli ha sparato con la 7,65 e poi, mentre l'uomo cercava di fuggire dalla villa, l'ha ucciso con un colpo di fucile calibro 12. Entrambe le armi risultano regolarmente denunciate.
Attualmente l'omicida si trova ricoverato presso il reparto di psichiatria dell'ospedale San Martino. Così ha disposto il giudice Maria Teresa Rubini.
Restano da accertare le cause di una tragedia apparentemente inspiegabile. Tanto più che Panini in paese era considerato un tipo tranquillo e una persona molto generosa, capace di accogliere nella sua villa molti lavoratori extracomunitari.
«Domenica scorsa erano insieme a messa - racconta Giovanni, un vicino di casa - Nulla lasciava presagire quello che poi è successo. Giorgio e la sua compagna in paese erano molto amati».