Uccide i tre fratelli per un’eredità di ventimila euro

L’omicidio in pieno centro a Piazza Armerina. Il killer si è costituito ai carabinieri

Mariateresa Conti

da Palermo

Scene da cavalleria rusticana a Piazza Armerina (Enna), il comune siciliano noto in tutto il mondo per la splendida villa romana del Casale. Un uomo di 56 anni, Mario Valenti, ha ucciso in piazza a fucilate due fratelli e la sorella, e quindi è andato a consegnarsi ai Carabinieri. Alla base della strage, una banale lite per questioni d'eredità, a pochi giorni dalla morte della madre. Un litigio furibondo che è degenerato, culminando nel dramma.
La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio, intorno alle 15,30, in piazza Boris Giuliano, alla periferia di Piazza Armerina. I quattro fratelli, che in passato avevano lavorato a lungo a Torino, si erano ritrovati recentemente nel paese natale, per curare e assistere l'anziana madre, gravemente malata. Già da tempo, tra loro, c'era della ruggine, per questioni ereditarie. In particolare, al centro della contesa, era la questione della vendita di una palazzina di famiglia, un vecchio casolare del valore di circa ventimila euro. Nelle ultime settimane le liti erano diventate continue. E dopo la morte della madre, qualche giorno, fa, la situazione era degenerata.
L'appuntamento in piazza Boris Giuliano avrebbe dovuto essere il momento del chiarimento. Ed invece Mario si è presentato imbracciando il fucile da caccia. Poche parole e poi gli spari, all'impazzata, contro i fratelli inermi che urlavano cercando di riportarlo alla ragione. Il primo a cadere è stato Erminio, 55 anni. Mario, letteralmente impazzito, ha poi rivolto il fucile contro la sorella Carmela, di 63 anni, freddandola praticamente sul colpo. Quindi ha rivolto il fucile contro il fratello più grande, Salvatore Domenico, di 65 anni. Un inferno. Secondo il racconto di alcuni testimoni, che hanno sentito gli spari e le urla delle vittime, Mario avrebbe continuato a insultare i congiunti ormai cadavere, al centro della piazza. Anzi, avrebbe sparato anche un ulteriore colpo all'indirizzo del fratello più giovane, il primo a cadere ferito sotto la follia dei suoi colpi. Quindi, ancora con il fucile sotto braccio, Mario si è diretto verso la caserma dei Carabinieri, dove si è costituito confessando l'uccisione dei fratelli.
Alla base del litigio, si diceva, una banale questione legata a problemi ereditari. Mario Valenti non era d'accordo sulla decisione dei congiunti di vendere quel casolare. Il valore economico era relativamente irrisorio, ventimila euro da dividere in sette. Ma per Mario e gli altri fratelli, un passato da emigranti prima di ritornare in paese, la cifra non era da poco. Di qui le liti, furibonde, anche al capezzale dell'anziana madre gravemente malata. La morte della madre, l'ultimo legame che in qualche modo era servito da freno inibitore, ha rotto il precario equilibrio tra i fratelli. E ha fatto da detonatore alla follia omicida di Mario. All’inizio Erminio Valenti era sopravvissuto alla strage. L’uomo è stato sottoposto ieri pomeriggio ad un delicato intervento chirurgico all'ospedale di Enna, dove è stato trasportato dopo i primi soccorsi prestati a piazza Armerina. Nella serata, però, è deceduto.
Il paese è sconvolto. Sì, le liti tra i fratelli erano note un po' a tutti. Ma nessuno pensava potessero culminare in un finale così drammatico. Amaro il commento del Vescovo di piazza Armerina, Michele Pennisi, accorso a piazza Boris Giuliano non appena appreso dell'agguato: «In queste zone - ha detto - non è mai successo un omicidio così efferato, mi viene in mente Caino e Abele. Non fa parte della cultura di questa città, da sempre pacifica. Per denaro si uccidono due fratelli e se ne ferisce un terzo, è una cosa terribile, assurda, tra l'altro in un luogo frequentato da tanti giovani».