Uccide con l’auto bimba di 4 anni e scappa

Napoli Fabiana ed i suoi quattro fratellini stavano giocando sabato notte nel piazzale antistante la loro casa, un’area condominiale in via Labriola, a Scampia, il quartiere di Napoli della faida di camorra e delle cento «piazze di spaccio» della droga. La bimba ad un certo punto, si è sganciata dal gruppetto di pochi metri ma, le sono stati fatali. All’improvviso una Fiat Punto bianca, che correva a forte velocità è piombata su Fabiana, 4 anni e mezzo e l’ha spazzata via, sotto gli occhi della mamma e dei fratellini e di decine di persone, che in strada stavano cercando un po’ di fresco.
Il corpicino della bimba è stato sbalzato di alcune decine di metri. Fabiana è rimasta sull’asfalto esanime, il vestitino impregnato di sangue, il viso sfigurato. Il conducente della Punto non ha esitato neppure un attimo: anziché fermarsi per soccorrere la bimba ha proseguito la sua folle corsa. Dopo un po’ ha rallentato per fare entrare un ragazzo, poi una sgommata e via di nuovo. Uno dei testimoni dell’incidente è balzato sul motorino per inseguire il pirata della strada ma era ormai troppo tardi. Un’ambulanza ha portato via Fabiana ma la corsa in ospedale è stata inutile: la piccola è morta poco dopo il ricovero in pronto soccorso.
Scampia è Scampia d’accordo ma, per un «pirata» della strada la «legge» dell’omertà non vale, soprattutto se non risiede nel quartiere. Qualcuno ha fatto in tempo ad annotare il numero di targa della Fiat Punto e a segnalarlo alla polizia. Sono scattate le indagini, in poco tempo la Questura di Napoli è entrata in possesso del nome della proprietaria della Fiat Punto: una donna di 55 anni di Casal di Principe. Nella notte, la polizia di Casapesenna (Caserta) ha bussato alla porta di casa dell’intestataria dell’auto pirata: «Sì, la Punto è mia, ma non guidavo io. L’ho prestata a mio figlio» ha detto la donna. Ma, il ragazzo, 20 anni, non era in casa. Nel cuore della notte è stato rintracciato e interrogato. «La Punto l’ho presa io ma non la guidavo. Al volante c’era un mio amico». Agli investigatori il ragazzo ha fatto nome e cognome del pirata della strada: Francesco Mottola, 25 anni, operaio di Casal di Principe anche lui. L’investitore non era a casa: con il suo legale in nottata ha bussato alla porta della caserma dei carabinieri di Casal di Principe per costituirsi. Mottola è stato ammanettato e condotto in carcere. Oggi verrà giudicato con il rito direttissimo. È accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso. Il figlio della proprietaria della Fiat Punto è indagato in stato di libertà per omissione di soccorso. I due fuggitivi che, anziché fermarsi per dare soccorso a Fabiana si sono dati alla fuga dovranno anche spiegare agli investigatori che cosa ci facevano alle 22,30 a Scampia e con chi si è incontrato il ventenne mentre l’amico investiva la bimba. Mottola ha raccontato agli investigatori di essere fuggito perché la sua auto, dopo l’investimento della bambina è stata accerchiata da molte persone, inferocite per l’accaduto. «Ho avuto paura e sono scappato» ha detto l’operaio. Mottola eè stato sottoposto ai test per verificare se era alla guida sotto l’effetto della droga o dell’alcol.
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