Uccide il padre che lo rimprovera per il volume troppo alto della tv

Arrestato l’assassino. La vittima, 67 anni anni, è stata massacrata davanti a diversi testimoni

Nadia Muratore

da Villanova d’Asti

«Me lo aspettavo». Con queste parole Rita Ordazzo, 55 anni pensionata, commenta la tragedia che in pochi istanti le ha stravolto la vita, rendendola vedova per mano del figlio. Durante l'ennesima lite Gianluca Grandini, 35 anni, ha violentemente aggredito il padre a pugni, calci e bastonate. Poi lo ha strangolato. Sotto gli occhi della madre, che inutilmente ha cercato di dividere i suoi due uomini, e poi alcuni pescatori che si trovavano vicini e che inutilmente hanno tentato di soccorrere Giuseppe Grandini, 67 anni.
L'ennesimo litigio è scoppiato nel pomeriggio di ieri, quando Gianluca, rintanato in una baracca di pochi metri quadri, a breve distanza dallo specchio d'acqua, è stato rimproverato per il volume troppo alto della televisione. Il padre, irritato, ha bussato alla porta chiedendogli di mettere l'audio più basso, ma per tutta risposta il figlio ha schiacciato il pulsante del telecomando verso l'alto. Poi non pago è uscito dalla casetta di legno, è andato verso il papà e, armato di bastone, lo ha colpito ripetutamente sul petto.
L'uomo è indietreggiato ma, preso alla sprovvista, non è riuscito a reagire. Ha urlato disperatamente ma il figlio non ha smesso. Gianluca lo guardava negli occhi mentre lo colpiva e non ha avuto pietà di quel padre cagionevole di salute, che chiedeva solo un po' di rispetto. Invece di calmarsi lo ha preso per la gola e ha stretto, fino a quando non ha sentito che il corpo dell'uomo ormai non reagiva più. Quando sono arrivati i soccorritori non c’era più nulla da fare.
I carabinieri di Villanova d'Asti, diretti dal tenente Renato Girando, hanno arrestato il trentacinquenne con l'accusa di omicidio volontario. Toccherà poi all'autopsia, che sarà eseguita domani, stabilire se Giuseppe sia morto per i colpi ricevuti sul torace, per soffocamento o se a causare il decesso siano state le botte ricevute. La vittima, tra l’altro, era anche cardiopatica.
I Grandini vivevano a Villanova d'Asti da alcuni anni, anche se aveva la residenza a Murisengo, un piccolo comune in provincia di Alessandria. Avevano deciso di trasferisti per allontanarsi da una società che sembrava non comprenderli. Gianluca, schivo e poco propenso a crearsi delle amicizie, soffriva di crisi epilettiche e forse anche per questo motivo non aveva trovato lavoro. Una vita ai margini la sua, lentamente trasformatasi in una tensione continua che lo aveva reso sempre più scontroso con tutti e soprattutto con gli anziani genitori di cui non sopportava i rimproveri. Giuseppe Grandini è stato trasportato nell'obitorio dell'ospedale di Asti, mentre a pochi chilometri di distanza, nel carcere della città, si trova in stato di arresto il figlio, che dopo averlo ucciso, si è chiuso in un assoluto mutismo.