Uccide rapinatore: era il suo portinaio

Napoli, l’agente interviene per sventare l’agguato a un portavalori. Tra i banditi anche il figlio della vittima. L'ispettore era con la sua bimba: "Calma, papà torna subito"

Marano - Prima ha messo al sicuro la figlioletta di 9 anni, poi ha impugnato la pistola di ordinanza e ha ordinato ai malviventi di arrendersi. «Polizia, gettate le armi», ha urlato. Ma il bandito che impugnava la calibro 9, anziché alzare le braccia in segno di resa, dapprima ha ferito gravemente una guardia giurata, poi ha esploso alcuni proiettili, contro un ispettore capo, libero dal servizio. Il poliziotto, quando ha capito che le parole non servivano a nulla, ha aperto il fuoco. A terra è rimasto uno dei tre banditi che avevano cercato di rapinare un portavalori in via San Rocco, a Marano, (Napoli). L'ispettore è riuscito a bloccare anche un altro malvivente mentre un terzo complice è riuscito a fuggire in moto.

La sorpresa per il coraggioso poliziotto è stata grande quando si è accorto che il bandito che aveva già ammanettato era il figlio del portinaio dell'edificio dove vive con la moglie e le due figliolette, situato a poca distanza dal luogo dell'assalto al portavalori. L'ispettore si è poi avvicinato al bandito ferito per soccorrerlo, gli ha tolto il casco da motociclista ma è rimasto come colpito da un pugno allo stomaco: sull'asfalto c'era un uomo che conosceva bene, il suo portinaio, il papà del bandito che aveva appena arrestato. Aniello e Domenico Quaranta, rispettivamente di 46 e 21 anni, entrambi incensurati, forse al primo colpo della loro carriera criminale. Aniello, il padre, è morto poco dopo il ricovero all’ospedale San Giuliano di Giugliano.

All'insegna della massima trasparenza il questore di Napoli, Antonino Pugliesi, ieri ha raccontato per filo e per segno i dettagli della rapina. Poi ha annunciato di avere proposto al capo della polizia, Antonio Manganelli, la promozione per meriti straordinari dell'ispettore capo (che diventerà sostituto commissario), 40 anni, moglie e due figli, in forza alla squadra giudiziaria del commissariato Arenella. «Il nostro poliziotto fa onore all'intero corpo, ha dimostrato coraggio, nonostante si trovasse in compagnia della figlioletta», ha detto Puglisi.

L'agguato al portavalori della Interpol è scattato intorno alle 11. Due banditi a bordo di una moto Transalp e un terzo alla guida di una vecchia Fiat Uno (risultata successivamente rubata), hanno dato l'assalto alla Fiat Punto, con due guardie giurate a bordo. È stata l'utilitaria, con a bordo Domenico Quaranta, a mettersi di traverso, per bloccare il portavalori. Poi, sono entrati in azione il padre di Quaranta e il complice, che si trovava alla guida della motocicletta. Aniello Quaranta ha disarmato una guardia giurata, poi gli ha urlato di consegnare il denaro (una cifra non alta). Ma a quel punto è entrato in azione l'ispettore capo, che proprio in quel momento stava passando in auto in via San Rocco. Ha detto alla figlioletta «stenditi sui sedili e non muoverti, papà viene subito». Ed è corso a fare il suo dovere di poliziotto.