Uccidono il neonato e vanno a dormire

da Roma

Partorisce in casa durante la notte, al mattino si fa accompagnare all'ospedale dal compagno perchè colta da emorragia ma ai medici non riesce a fornire una versione convincente. È stato grazie ai dubbi dei sanitari, subito comunicati ai carabinieri, che i militari hanno potuto nel giro di poche ore scoprire il corpo senza vita avvolto in un asciugamano di un neonato, chiuso in una valigia all'interno di una casa colonica isolata di Poggiana di Riese Pio X (Treviso).
La puerpera J.F. di 25 anni, originaria della zona ma con nazionalità italiana e svizzera, è stata arrestata con l'accusa di infanticidio. E con lei sono finiti in carcere anche il suo convivente, R.C. 26 anni, un operaio precario di Riese, e la madre di quest'ultimo, I.B. di 54 anni, che abita nello stesso stabile della coppia. Quando sono scattate le manette, l’uomo stava ancora dormendo a pochi passi dall’armadio in cui era stato nascosto il cadavere del neonato.
Il bambino sarebbe venuto alla luce nel bagno di casa al compimento del nono mese e sarebbe stato chiuso ancora vivo, avvolto in un asciugamano, all'interno di una valigia. Sembra che sia morto soffocato. A confermare il parto sarebbero state individuate varie macchie di sangue nella stanza da bagno e indumenti sporcati della stessa sostanza ritrovati in altri locali. E forse in quel momento potrebbero esserci state anche altre persone ad «aiutare» la puerpera.
La donna, che è già madre di una bimba di due anni avuta da una precedente relazione, è nota alle forze dell'ordine elvetiche per piccoli reati contro il patrimonio e per episodi legati alle sostanze stupefacenti. Ed è proprio dalla Svizzera, dove ha trascorso a periodi discontinui gran parte della sua vita, che la giovane era rientrata nella casa dell'uomo pochi giorni fa. Ai sanitari che hanno facilmente scoperto la vera origine della sua emorragia, aveva detto di aver partorito un bambino la settimana precedente, in Svizzera, e di averlo affidato ad un istituto. I medici non ci hanno creduto.