Uccisa da alcol e droga dopo il rave

Alessia Marani

Drogata, soffocata e stroncata da un micidiale mix di pasticche e alcol. Elisa Fasolo, 21 anni appena, era arrivata sabato sera da Potenza nella Capitale per partecipare al «Cocoon Night Event» nei padiglioni dell’ex Fiera di Roma sulla via Cristoforo Colombo. Un megaraduno internazionale per i patiti di suoni techno, trance e jump spirit, l’ultima tendenza della Berlino dura dai ritmi metallici e alienanti. Un «maxirave» organizzato in chiusura del Romaeuropa Festival 2006, con tanto di autorizzazioni, sponsorizzazione e patrocinio del Comune di Roma, che da anni finanzia parzialmente il Roma Europa Festival.
All’ingresso dei padiglioni della vecchia Fiera, presi d’assalto da migliaia di giovani provenienti anche dall’estero, erano presenti agenti di polizia e addetti alla sicurezza privata: un «filtro» necessario anche per la presenza dei più blasonati dj del settore a livello internazionale: da Sven Vath a Ricardo Villalobos a James Holden. Nomi in grado di attirare folle di giovani appassionati.
Secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti di polizia, alle cinque di domenica mattina, dopo una nottata di balli sfrenati al ritmo di musica spacca-timpani, la ragazza sale in auto con alcuni amici per tornare a casa. Sono sotto «sballo», non ce la fanno nemmeno a raggiungere l’appartamento di Tor Pignattara dove abitano insieme con altri studenti.
I ragazzi, stanchi e ancora storditi dalla musica, finiscono per addormentarsi all’interno della macchina, parcheggiata in una viuzza del quartiere. Riaprono gli occhi solo dopo diverse ore, quando è già buio. Tutti, tranne Elisa che sembra in trance, respira a fatica, non si riprende. I ragazzi, dopo aver tentato inutilmente di rianimarla, decidono di portarla in ospedale, al «Vannini», che è lì a due passi. Sono più o meno le 19, ma la ragazza non ce la fa: muore intorno alle 20.30.
Chetamine e «speed», anfetamina mischiata a ecstasy, poi l’alcol. Il giovane cuore di Elisa non ha retto. Ha accelerato all’impazzata fino a smettere di battere. Sono stati gli stessi amici della giovane lucana a confessare agli agenti del commissariato di via Dall’Oro di essersi calati le «chicche». Sarà comunque l’autopsia disposta sul cadavere della ragazza a stabilire le cause esatte del decesso. Gli organizzatori del rave party (a cui sono accorsi ottomila giovani da tutta Europa) si dicono «addolorati» per la morte di Elisa ma, sottolineano, «non sappiamo a che ora sia andata via, dove sia andata e cosa abbia fatto dopo. Durante il party non è successo nulla, evitiamo speculazioni». Due anni fa, nel dicembre 2004 una ventisettenne precipitò in un vascone profondo cinque metri, durante un rave illegale in un’ex fabbrica di via Campobello, a Pomezia. La targedia fu sfiorata anche pochi mesi dopo, sempre a Pomezia, quando un altro giovane si lanciò da un balcone. Nel 2000 nell’ex Fintech di Castel Romano, lungo la Pontina, uno squatter inglese, Ross Polaire Wright, venne trovato sgozzato in una cabina elettrica. Fu fatto fuori dagli stessi compagni di rave per questioni di droga. alemarani@tiscali.it