Uccisa Iole Tassitani, è stata fatta a pezzi. Fermato un falegname

Tragico epilogo del rapimento della figlia del notaio di
Castelfranco Veneto sequestrata dodici giorni fa: è stata ammazzata, poi il corpo è stato fatto a pezzi con un seghetto ed erano stati nascosti in un garage chiusi in tre sacchi dell'immondizia. Il corpo è della donna stato trovato da carabinieri di Treviso nel blitz in cui hanno fermato Michele Fusaro, 41 anni, falegname di Bassano del Grappa: per gli inquirenti è lui l'assassino. <a href="/a.pic1?ID=229934" target="_blank"><strong>Dodici giorni di ricerche, poi la fine delle speranze</strong></a>

Treviso - Uccisa e poi fatta a pezzi. E' il tragico epilogo del rapimento di Iole Tassitani, lla figlia del notaio di Castelfranco Veneto rapita dodici giorni fa. Un uomo di 41 anni, Michele Fusaro è stato fermato dai Carabinieri di Treviso coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Venezia, durante un blitz notturno. Il corpo straziato della donna è stato trovato nel garage dell'indagato, un falegname di Bassano del Grappa.

Il cadavere in un garage Il cadavere è stato trovato nel garage dell'uomo, i pezzi chiusi in tre grandi sacchi della spazzatura. Secondo un primo esame medico-legale la donna potrebbe essere stata uccisa lo stesso giorno nel quale era scomparsa da Castelfranco Veneto. I vestiti della Tassitani erano lì vicino, piegati con attenzione e con le scarpe appaiate e allineate accanto ai tre sacchii. Il garage era perfettamente in ordine e non c'erano tracce di sangue o odori particolari. Questo fa supporre che la donna sia stata uccisa e sezionata altrove.

Il blitz era pronto da giorni Ma solo sabato è stato dato il via libero dalla direzione distrettuale antimafia di Venezia. Alle 15 si è tenuto un vertice operativo per decidere le fasi dell' intervento che è scattato alle 23. Fusaro è stato prelevato e portato in caserma dove è stato interrogato per circa due ore. Attorno all'una è stato deciso di procedere a una perquisizione nella casa e nel garage dell'uomo dove è stato trovato il cadavere della donna.

Sopralluogo dei Ris in casa e nel garage Michele Fusaro viveva da solo da quando si era separato alcuni anni fa dalla moglie. Abitava a Bassano del Grappa in una palazzina di via Carducci, di quattro piani. I garage sono sotto lo stabile, interrati, ed è in uno di questi, di proprietà dell'uomo, che che è stat fatto il terribile rfitrovamento. Secondo quanto si è appreso, Fusaro lavorava come operaio e aveva un precedente per furto, episodio questo avvenuto negli anni '80. Quanto e' rimasto del corpo è stato portato al centro di medicina legale di Padova, dove è previsto forse già in giornata un esame autoptico.

Prima uccisa poi fatta a pezzi con un seghetto Secondo gli investigatori, Iole Tassitani sarebbe stata assassinata e poi tagliata a pezzi con un seghetto. Il fermato stato bloccato dai carabinieri mentre rientrava a casa la sabato notte intorno all'una. Interrogato dal pm della Dda di Venezia, Roberto Terzo, non avrebbe confessato il delitto. Durante il colloquio con il magistrato, l'uomo ha detto di non ricordare e ha avuto un malore. E' stato portato nel carcere di Vicenza e il magistrato ne ha disposto la sorveglianza a vista, temendo dei gesti autolesionistici. Il corpo della donna rapita è stato riconosciuto dagli stessi investigatori, che per gli esami autoptici si sono rivolti a due medici legali, tra cui un'esperta per esami sul dna. Secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe agito per necessità economiche perché non gli bastava il denaro ricavato dai tre lavori che svolgeva. Arrotondava lo stipendio con vendite di pentole porta a porta, e così potrebbe aver conosciuto Tassitani.

Il colonnello Ganzer: difficile abbia fatto tutto da solo "Mi sembra sia difficile che un soggetto possa avere fatto tutto da solo". Lo ha detto il comandante dei Ros, Giampaolo Ganzer. "E' ancora da vedere se sia un sequestro organizzato come tale e finito male - ha detto al Gr2 - o un qualcosa che si proponeva anche, e questo è certo, di ottenere un riscatto ma prevedendo già in ogni caso la soppressione della vittima".

Il procuratore Fojadelli: è un dramma "Questo epilogo è un dramma". Lo ha detto il procuratore capo di Treviso Antonio Fojadelli commentando l'uccisione di Jole Tassitani, la donna rapita a Castelfranco due settimane fa. "E' una cosa che mi lascia sconcertato e che riempie di grandissimo dolore - ha aggiunto Fojadelli -. Non pensavo che si potesse arrivare a tanto". "In poco tempo - conclude Fojadelli, riferendosi anche al feroce duplice omicidio dei coniugi Pelliciardi a Gorgo al Monticano - la provincia di Treviso è divenuta l'epicentro di due episodi di ferocia che non possono che lasciare sconcertati".

"Forse uccisa una settimana fa" Iole Tassitani potrebbe essere stata uccisa dal suo sequestratore ad inizio della scorsa settimana. Lo ha riferito all'ANSA il procuratore e capo della Dda di Venezia Vittorio Borraccetti, secondo il quale questa ipotesi tuttavia dovrà essere suffragata dagli esiti medico-legali. La donna, scomparsa la sera del 12 dicembre scorso, potrebbe quindi essere rimasta alcuni giorni nelle mani del suo sequestratore. "Le indagini sono ancora in corso - ha spiegato il magistrato - per capire se vi siano altre persone coinvolte nel sequestro". Secondo Borraccetti, nulla è stato lasciato intentato nel sequestro e le indagini degli investigatori sono state tempestive. "La notizia della scomparsa è arrivata ai carabinieri il 13 dicembre - riepiloga Borraccetti - gli investigatori si sono mossi subito, e una settimana fa siamo arrivati all'individuazione di questa persona che ieri abbiamo deciso di fermare. Non c'é stato nessun ritardo". "Questa è una cosa atroce - ha commentato il magistrato - ma fatti di questo genere, purtroppo, sono sempre accaduti. Quanto alla vicinanza in ordine di tempo fra questo e altri fatti efferati, come il duplice omicidio di Gorgo al Monticano, non direi che questa faccia emergere una tipicità del Veneto in tali vicende".

Fusaro era stata fermato il giorno dopo il sequestro Michele Fusaro era stato fermato per controlli dai Carabinieri la sera del 13 dicembre scorso, il giorno dopo la scomparsa di Iole. Era stato fermato nell'ambito dei normali controlli sul territorio predisposti dall'Arma, in un comune a ridosso con la provincia di Vicenza, a pochi chilometri da Castelfranco Veneto. Questo elemento, sommato ad altri raccolti nell'ambito delle indagini ha rafforzato i sospetti degli investigatori che Fusaro fosse coinvolto nella vicenda.

Un immigrato ha fatto la soffiata giusta Una pista importante per arrivare a Fusaro è venuta dal lavoro investigativo in ambienti legati all'immigrazione, soprattutto extracomunitaria, e alla malavita locale. Alcuni giorni dopo la scomparsa della donna, gli inquirenti sono arrivati ad un immigrato che, messo alle strette, avrebbe raccontato che un italiano lo aveva contattato per partecipare ad un sequestro di persona. L'extracomunitario, che aveva rifiutato il suo appoggio, non era stato però in grado di fornire particolari che potessero far risolvere agli investigatori in tempi brevissimi il caso, ma le sue indicazioni sono state utilissime per restringere il cerchio dei sospetti su tre, quattro persone. Una di queste era appunto Fusaro, che è stato monitorato per giorni, tenuto strettamente sotto controllo. E i sospetti su di lui sono aumentati quando il cellulare della rapita si è acceso in varie occasioni e in diversi luoghi, a cavallo tra le province di Treviso, Padova e Vicenza, tutte zone nelle quali, nelle stesse ore, si trovava anche Fusaro. Per gli investigatori non era quindi un caso. I sospetti si sono ristretti ulteriormente sull'indagato nei confronti del quale sono stati raccolti una serie di elementi che hanno fatto ritenere senza alcun dubbio che fosse coinvolto pienamente nel sequestro.