Uccisa dal marito: «Partorisci solo femmine»

È l’Afghanistan dei barbari e degli ignoranti. Che affonda le radici in una mondo arcaico e brutale, fatto di violenza e abusi di ogni genere. A pagare più spesso sono le donne: 2.700 i casi denunciati nel 2010.
Storay aveva trent’anni: legata dalla suocera e soffocata dal marito. È morta perché colpevole- agli occhi della famiglia, di non aver partorito un figlio maschio. Per la terza volta aveva dato alla luce una bambina. Ma questa volta l’ha pagata. Il marito l’aveva avvertita: «mai più un’altra donna in questa casa». La moglie era rimasta incinta una terza volta e, dopo due femmine, sperava nell’erede. E invece, tre mesi fa, è nata la terza femmina. Un affronto imperdonabile. Ecco come ha preso l’uomo la nascita della bimba. Così, con la complicità della madre, l’ha strangolata. La neonata, che oggi ha due mesi, non è stata ferita. Una storia agghiacciante, avvenuta in un villaggio remoto nella provincia settentrionale afghana di Kunduz. L’uomo, Sher Mohammad, anche lui di 30 anni, aveva minacciato diverse volta la moglie. La polizia ha arrestato la suocera della vittima ed è alla ricerca del marito che è riuscito a fuggire ed è tuttora latitante. «Viveva in un inferno, non in una casa», ha detto un vicino della giovane. Il capo della polizia del distretto, Sufi Habibullah, sostiene che il giovane ha trovato rifugio presso uno dei boss locali di nome Qadir, alla guida di un commando di 30 uomini armati. «Finchè sarà protetto dal boss locale non potremo arrestarlo», ha detto Habibullah. La responsabile del dipartimento per le questioni femminili, Nadera Gayah, ha confermato che Sher Mohammad aveva avvertito diverse volte la moglie che ci sarebbero state conseguenze gravi se non avesse partorito un maschio. Gayah ha definito l’uccisione di Storay il peggior esempio di violenza contro le donne mai verificatosi nel Paese. Maulvi Khosh Mohammad, studioso religioso ha condannato il delitto: «È la peggiore forma di crimine e va contro i diritti delle donne garantiti dall’Islam». Ma la storia di Storay è solo l’ultimo di una serie di episodi che mette in luce gli abusi sulle donne.
Secondo la Commissione indipendente afghana per i diritti umani, nel secondo quarto del 2011 sono stati segnalati 1.026 casi di abusi. Lo scorso mese il Paese si è commosso davanti alla tragica vicenda della sposa-bambina, picchiata e segregata per mesi dal marito dopo rifiuto di prostituirsi.
Lo scorso novembre, nella stessa provincia, una famiglia afghana ha pagato a caro prezzo il rifiuto di concedere la mano della figlia a un uomo ritenuto pericoloso. In un agguato il marito, la moglie e i tre figli sono stati cosparsi di acido. La polizia ha poi trovato i colpevoli: era il pretendente rifiutato e suo fratello.