Uccisa dalla medusa, ora è incubo per i bagnanti

È uscita barcollando dall’acqua, ha chiesto aiuto, poi è crollata a terra. Sulla coscia destra aveva una vistosa bruciatura provocata da una medusa. I suoi tentacoli l’avevano raggiunta mentre nuotava e dopo aver accusato il dolore per l’ustione, si era precipitata a riva. Ma non c’è stato nulla da fare per Maria Furcas, di San Nicolò Gerrei. La donna, 69 anni, ieri mattina stava facendo il bagno a Porto Tramatzu, nel comune di Villaputzu quando è stata attaccata da una medusa che le ha spezzato la vita. Inutili i soccorsi dei bagnanti e quelli dei medici di primo soccorso. Lei è deceduta prima dell’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri. Secondo quanto accertato dal 118, Maria è morta per un arresto cardiocircolatorio dovuto a choc anafilattico a seguito della puntura della medusa. E la salma, su disposizione del magistrato di turno, è stata restituita ai familiari. Il paese dove è avvenuta la disgrazia è sotto choc così come molti italiani che sono ancora al mare in questo scampolo di fine agosto.
Tutti i patiti del mare, infatti, si sono imbattutti nelle meduse ma nessuno finora ha perso la vita dopo aver assaggiato una «strisciata» delle creature marine. E dunque i dubbi su questa incredibile morte sono legittimi. E anche i carabinieri della Stazione San Vito, adombrano qualche sospetto sulla causa del decesso. «Solo il medico legale potrà escludere che la morte non sia dovuto, piuttosto, a un infarto della donna in mare», spiegano cauti. Già, perché sostenere che una medusa possa provocare uno choc anafilattico è una tesi che mette in agitazione milioni di italiani. I maggiori esperti la escludono, anche se qualcuno avanza l’ipotesi di una mancanza di anticorpi in quantità sufficiente nella donna che ne ha provocato lo choc a seguito del contatto con la medusa. Ma a questo punto sono solo ipotesi.
Per il momento il panico collettivo è scattato. Ed è solo la coda del tormentone estivo diffuso in ogni località di mare, soprattutto se frequentata da bambini e mamme apprensive. «Qui ci sono le meduse? Grandi o piccole? Quali sono più pericolose?». Le risposte variano a seconda della preparazione dei bagnini sull’argomento. Ma la biologa marina Angela Cuttitta spiega che alcune specie tipiche dei mari tropicali, negli ultimi anni, hanno trovato un ambiente ideale per riprodursi anche nel Mediterraneo. «Anche a causa della pesca incontrollata di predatori e competitori naturali delle meduse come tonni e pesce spada». Dunque, le meduse crescono anche di numero e di specie. E quindi bisogna prepararsi ad affrontarle.
Che cosa fare in caso di puntura? Ognuno propone il suo antidoto o sponsorizza la crema magica. Ma è importante verificare che sulla parte interessata non ci siano residui del corpo della medusa. In questo caso vanno allontanati al più presto con acqua di mare. Niente aceto o peggio ammoniaca. Il metodo migliore è il gel astringente al cloruro di alluminio. Antistaminici e cortisone per uso topico, pur potendo avere una loro funzione, hanno tempi di azione troppo lunghi e non risolvono la situazione nell’immediato.