Uccise per un debito: venti anni a un romeno

Aveva insistito che gli fossero restituiti i 1500 euro prestati l’anno prima: invece di restituire il denaro, però, il debitore lo uccise a martellate, prima di farlo a pezzi in una vasca da bagno, gettarne il cadavere in un cassonetto dei rifiuti a Monteverde e tentare di estorcere 2000 euro alla madre della vittima dicendo che il figlio era stato sequestrato da un gruppo di albanesi. Per la morte di Gheorghe Marin, muratore romeno di 23 anni, e per questa ricostruzione dei fatti, Vasile Manea, romeno di 56 anni, è stato condannato a 20 anni di reclusione per le accuse di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e tentativo di estorsione. La sentenza è stata emessa dal gup di Roma Maria Agrimi, a conclusione del processo che si è svolto con il rito abbreviato. Condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione, poi, Gabriel Voico, romeno di 43 anni, per concorso in tentativo di estorsione. Alla scoperta del delitto i carabinieri arrivarono quando la madre della vittima il 13 luglio dello scorso anno denunciò ai carabinieri di non avere notizie del figlio da una settimana.