Uccise la moglie, pena ridotta da 30 a 20 anni

Scontata di dieci anni la pena a Pietro Ferrante, condannato il 17 maggio 2003 a 30 anni di carcere dal Tribunale di Lodi, per l’omicidio della moglie. È quanto stabilito ieri dai giudici della terza corte d’assise d’appello. La sentenza è frutto di patteggiamento tra la pubblica accusa e la difesa. L’uomo, barista di 45 anni e residente a San Donato Milanese, aveva ammazzato a colpi di pistola la moglie, Antonia Capaci, perché frequentava un gruppo di testimoni di Geova. «È stata esclusa l’aggravante della premeditazione contestata in primo grado - ha detto il legale dell’imputato, D’Agostino -. L’imputato è stato condannato per omicidio volontario e detenzione illegale d’arma».