Uccisi 4 talebani rilasciati in cambio di Mastrogiacomo

da Kabul

Quattro dei cinque talebani scambiati con Daniele Mastrogiacomo potrebbero essere morti. Le forze di sicurezza afghane hanno reso noto che nel raid costato la vita venerdì al mullah Dadullah sono stati uccisi anche tre dei fondamentalisti islamici fatti uscire di prigione dal governo di Hamid Karzai in cambio della liberazione del giornalista di Repubblica. Il 4 maggio, poi, si era avuta notizia della morte di un altro membro del gruppo in un’operazione condotta a Herat tra il 27 e il 29 aprile. Mastrogiacomo, rapito il 4 marzo a Helmand dagli uomini di Dadullah, fu rimesso in libertà dopo due settimane grazie all’accordo accettato, non senza polemiche, da Karzai. Nella lista presentata dai talebani per salvare la vita a al giornalista c’erano Mansur Ahmad (uno dei sei fratelli di Dadullah), Ustad Yasir, Latifullah Hakimi, e i due comandanti Abu Ghaffar e Hamdullah. La notte tra il 12 e il 13 maggio avrebbero perso la vita insieme con Dadullah il fratello Mansur, il mullah Hamdullah e il mullah Abdul Ghaffar.
Dopo la scomparsa di Dadullah, il mullah Omar, leader spirituale dei talebani, ha chiamato a succedergli un altro dei suoi fratelli, il mullah Bakht Mohammad, il minore e il meno conosciuto tra i sei. Il portavoce del ministero della Difesa afghano, generale Mohammad Zahiri Azimi, ha però minimizzato: «Il mullah Dadullah era un assassino pericoloso e brutale, nessuno sarà in grado di prenderne il posto», ha commentato, «suo fratello non è una persona di particolare importanza».