Uccisi e gettati nel pozzo, è giallo in Barbagia

da Nuoro

Due cadaveri e un giallo. Erano entrambe persone scomparse, un uomo e una donna. Le hanno ritrovate uccise, i corpi gettati in una profonda cisterna nelle campagne di Oliena, nel Nuorese. Un duplice omicidio unito al mistero del riconoscimento di lei (non si conosce ancora con certezza l’identità) e del movente. Droga? Giro di prostituzione? Regolamento di conti? Per ora gli inquirenti non escludono alcuna pista.
Di Tiziano Cocco, camionista trentatreenne originario di Samassi (Cagliari), si erano perse le tracce mercoledì scorso, dopo che a Oliena aveva scaricato dal suo camion diverse casse di frutta dirette a un supermercato. E proprio il suo mezzo venerdì era stato trovato bruciato sulla strada Nuoro-Mamoiada, mentre il borsello era spuntato da un cassonetto dei rifiuti. Della donna, invece, non si sa chi sia, anche se si sospetta possa essere una 41enne scomparsa una ventina di giorni fa, Pietrina Mastrone. Il suo corpo è stato trovato in decomposizione, ormai saponificato, a fianco di quello del giovane: aveva una profonda ferita alla tempia, era nuda e con i piedi legati. Per recuperarlo, data la lunga permanenza in acqua, i vigili del fuoco hanno dovuto indossare maschere antigas.
È un vero e proprio rebus quello che ieri ha svegliato la Sardegna in una domenica quasi estiva. La notizia si è diffusa di prima mattina, anche se la svolta era arrivata la sera precedente. Alle 21.30 di sabato, da una cabina telefonica di Oliena, parte una telefonata al 113, rigorosamente anonima. Qualcuno segnala alla polizia il punto esatto dove trovare non uno, ma addirittura due corpi. Impegnati in un altro servizio, gli agenti incaricano i carabinieri di fare un veloce sopralluogo. È piena notte quando dalla cisterna situata nel cortile di una casermetta dell’Arma da anni in disuso, tra Nuoro e Orosei, i vigili del fuoco recuperano i due cadaveri. Quella chiamata con l’indicazione precisa di dove si trovassero i due corpi è l’unico elemento, per ora, che collega le vittime. Tiziano Cocco viene identificato poche ore dopo il ritrovamento da suo cognato: è stato ucciso con diversi colpi di fucile in faccia. Resta il giallo di chi sia invece la donna, anche perché le sue condizioni non agevolano gli inquirenti (il decesso dovrebbe essere avvenuto prima di quello del camionista) e il medico legale: sarà solo il Dna a svelare il mistero. Inoltre, poco distante dal pozzo, è stato trovato un reggiseno nero che le dovrebbe appartenere. Infine, qualche giorno fa una denuncia sulla scomparsa di una donna di 41 anni, pare una tossicodipendente, era stata fatta a Oliena.
Subito dopo il ritrovamento scattano le indagini: polizia e carabinieri interrogano diverse persone, tutte di Oliena, anche se fino a ieri sera nessuno era iscritto nel registro degli indagati. Ma c’è chi giura che la svolta potrebbe essere vicina. A parte l’identità della donna comunque, resta il giallo del movente degli omicidi e rimane da stabilire se ci sia un collegamento tra la fine dei due.
La zona del delitto pare sia il ritrovo di coppie alla ricerca di intimità. Chissà se anche questo duplice omicidio non nasconda uno sfondo passionale.
Sconvolta la famiglia del giovane autotrasportatore, che giovedì mattina aveva lanciato l’allarme. Il padre aveva lanciato un appello anche alla trasmissione «Chi l’ha visto». Tutti lo conoscevano come un ragazzo tranquillo: riservato, mai uno screzio, fedina penale linda. Saranno solo le indagini degli inquirenti a sciogliere il mistero dei due cadaveri in fondo al pozzo.