Ucciso a coltellate, si scava nel passato della vittima

L’uomo aveva alle spalle solo piccoli precedenti. Emigrato in Ecuador, era rientrato da qualche giorno a Milano

Gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di ricostruire le amicizie e gli ultimi giorni di Carmine Esposito, ucciso venerdì in via Anemoni da due killer ancora sconosciuti. Come è ancora sconosciuto il movente che ha portato gli assassini a infierire sull’uomo prima ferito a coltellate, poi inseguito e «finito» con un ultimo fendente al cuore. Anche se i detective sono convinti si tratti di un regolamento di conti tra balordi di infimo rango.
Carmine Esposito, nato a Napoli nel ’58, emigrò a Milano giovanissimo con la sua numerosa famiglia, una dozzina tra fratelli e sorelle. Qui prese subito, come si suol dire, una brutta strada, rimediando una serie di denunce e arresti per reati contro il patrimonio. Cose comunque non di rilevante profilo criminale, quasi tutti furti o ricettazioni. Si sposa, fa figli poi si separa, intreccia altre relazioni, fa altri figli quindi emigra in Ecuador, andandosi a stabilire nella capitale Quito.
In Sud America l’uomo si ricostruisce la vita con una nuova compagna. Qualche settimana fa però decide di tornare in Italia, andando a vivere dalla mamma. Anche se alcune notti le passa in auto, una Hyundai Accent verde scuro di proprietà della compagna di un amico. E proprio in quest’auto venerdì verso le 16.30 si trova Carmine Esposito. È in compagnia di almeno un paio di persone, con cui ha una violenta discussione degenerata ben presto in aggressione. L’uomo prende le prime coltellate in auto, curiosamente seduto sul lato passeggero, apre la portiera anteriore destra, scende, corre lungo via Anemoni fino al civico 19 dove viene raggiunto dai suoi assassini che gli sferrano gli ultimi colpi mortali.
Arrivano i medici inviati dal 118, che ne constatano il decesso, e i poliziotti che aprono le indagini. Vengono rintracciati un paio di testimoni e i proprietari dell’auto. Ma per il momento non sembrano uscire particolari utili a identificare gli assassini. Qualcuno ha per esempio visto una donna vestita di bianco fuggire urlando, ma potrebbe anche essere una passante giustamente terrorizzata dall’aggressione mortale.
Il delitto comunque sembra essere maturato nell’ambito della piccola malavita milanese. Tra soggetti di bassissimo profilo criminale, che per questo non dovrebbero essere in grado di sfuggire a lungo alla caccia degli investigatori della mobile.