Ucciso un connazionale: condannati due filippini

Uccisero un loro connazionale filippino per un debito di gioco di migliaia di euro. Ieri Lorenzo Salva e Teodoro Tolentino Caraig, di 51 e 27 anni, latitanti dal 2003, sono stati condannati rispettivamente a 21 e 14 anni di reclusione dalla prima Corte d’assise, presieduta da Francesco Amato, per concorso in omicidio volontario. I giudici hanno stabilito che dovranno essere espulsi dallo Stato italiano una volta espiata la pena. Il pm Giuseppe Saieva, che a conclusione della requisitoria aveva chiesto la condanna di entrambi gli imputati a 21 anni di reclusione, in fase di esecuzione della pena, è pronto a chiederne l’estradizione qualora si riuscisse a rintracciarli all’estero. Rapagon Crisente Ragasa fu trovato morto, ucciso a coltellate il 10 agosto del 2003 sul marciapiede sotto la sua abitazione, al Flaminio. Già dai primi accertamenti, la squadra mobile collegò quella morte ad un regolamento di conti in seno alla comunità filippina. E, dopo due mesi di indagini, i poliziotti riuscirono ad identificarne i responsabili, sin da subito ricercati invano anche in campo internazionale. Ad inchiodare Salva e Caraig furono alcune testimonianze raccolte la stessa sera dell’omicidio.