Ucciso dall’amico che voleva suicidarsi

Preannuncia il suicidio per amore ma poi uccide uno dei due amici e ex compagni di scuola accorsi per dissuaderlo dall’intento. Finisce arrestato per omicidio colposo. La tragedia è avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì in località Bottedo, lungo la provinciale 115 tra Lodi e Lodi Vecchio. Sono le 22 quando Gianluca Mauro, 19 anni e residente con i genitori nella cascina in cui tutti e tre coltivano ortaggi di mestiere, contatta la fidanzata. Le gli ha ribadito, martedì sera in centro a Lodi davanti a un caffè, che non lo vuole più vedere. Che dopo i tre anni passati insieme ha capito che questa storia deve finire. Lui non si arrende. Le spiega per telefono che non ce la fa a stare senza di lei. Che vuole farla finita. Lei al momento mette giù. Poi ci pensa bene e decide di avvisare due amici comuni e studenti come lei, che abitano a 15 chilometri di distanza: a Cavenago D’Adda. Sono Luigi Villa, 19 anni che poi rimarrà ucciso, e Angelo, coetaneo dei due, ora testimone chiave dei fatti. Dice loro: «Chiamatelo. Vuole fare una pazzia». Ma loro si consultano e, allarmati, decidono di fare di più. Inforcano il motorino e, nel muro di nebbia della scorsa notte, al gelo arrivano alla cascina venti minuti dopo. Gianluca esce di casa già con la pistola che sparerà il colpo fatale e che il padre, cacciatore, detiene in casa da anni insieme a 7 fucili: una Galibondo calibro 9. Tutti e tre i giovani si dirigono sul ballatoio al piano di sopra, raggiungendo un locale da sempre utilizzato da Gianluca come suo studio. È il Villa, stavolta, a telefonare alla ex fidanzata di Mauro. Le spiega che Mauro fa sul serio. Che ha con sé una pistola carica. Lei gli parla.
La situazione sembra rientrare tanto che per un attimo, come spiegherà il testimone, l’arma verrà accantonata. Ma, dopo un’ulteriore telefonata per la richiesta di più conferme, parte il colpo. Assolutamente accidentale, diranno testimoni e inquirenti. Un unico proiettile che raggiunge alla testa Villa, che muore sul colpo. La ex è ancora al telefono. Può sentire tutto ma non ci sarà risposta alle sue urla disperate che chiedono cosa sia successo. Gianluca e Angelo, sotto choc a tutt’oggi, tentano di rianimare Villa. Quando capiscono che non c’è più nulla da fare, scendono e chiedono aiuto.
I sanitari del 118 non potranno che constatare il decesso. La polizia arriva in pochi minuti. Trova Gianluca con gli abiti intrisi di sangue, fuori di sé. In più si appura che ha al suo attivo una segnalazione per droga, e per questo scattano immediate le analisi del sangue, e che, appunto, aveva minacciato di usare la pistola contro di sé. Considerati tutti questi elementi scatta l'arresto, in flagranza di reato. Per i fatti che definisce, allo stato attuale delle cose «tragica fatalità», è titolare delle indagini il pm lodigiano Giampaolo Melchionna. Il padre di Gianluca rischia un'incriminazione per omessa custodia delle armi che ieri gli sono state sequestrate. L’autopsia sul cadavere di Luigi, che era figlio unico, si terrà oggi.