Ucciso dallo stalker che molestava la madre dell’amico

Lecce La madre di un suo amico era perseguitata dall’ex compagno che non si rassegnava alla fine della relazione, lui ha tentato di convincerlo a lasciare la donna in pace, ma è stato aggredito e ucciso dallo stalker con una coltellata al cuore: così è morto Sergio Tundo, operaio di 41 anni. È accaduto in un appartamento di Tuglie, piccolo centro del Salento, poco più di cinquemila abitanti a 35 chilometri da Lecce. L’assassino è stato arrestato dai carabinieri, al termine di rapide indagini: è finito in carcere Gaetano Bianco, 51 anni, anche lui operaio; i militari lo hanno rintracciato nella sua abitazione di Gallipoli, dove si era rifugiato dopo l’omicidio.
Nel giro di poche ore gli investigatori hanno fatto luce su una notte di follia e morte e hanno ricostruito una lunga storia di stalking che si trascinava da parecchio tempo. Secondo quanto accertato dagli investigatori, Bianco molestava la sua ex compagna, una donna di 45 anni: la relazione era finita da quattro anni, ma lui continuava a molestarla continuamente: telefonate, appostamenti sotto casa, pedinamenti. Per lei quella vicenda era diventata un incubo. Lunedì sera il 51enne sarebbe anche riuscito a entrare nel suo appartamento e avrebbe rubato biancheria intima. La 45enne è tornata, ha scoperto il furto e ha subito capito quello che era accaduto: ha contattato lo stalker, ha chiesto la restituzione della refurtiva e ha fissato un appuntamento per l’una di notte a casa sua. Doveva essere un incontro chiarificatore, il tentativo di porre fine a quella situazione che si trascinava da tempo. Ma così non è stato.
La 45enne ha raccontato tutto al figlio, un ragazzo di 21 anni che ha chiamato un suo amico, Sergio Tundo, per convincere l’ex compagno della madre a non perseguitarla più. Bianco è arrivato nell’appartamento, ma le parole hanno presto lasciato il posto alle urla. È cominciata una lite, la vittima ha tentato di fare da paciere, il 51enne a un certo punto ha deciso di andarsene. Ma in realtà non si è allontanato; al contrario, ha raggiunto la sua auto, una Fiat Panda, ha preso un coltello ed è tornato. Ed è scattata l’aggressione. Gli altri hanno tentato di fermarlo, ma per Tundo non c’è stato niente da fare: è stato raggiunto da un fendente al torace, è morto pochi minuti dopo. È stato dato l’allarme, è arrivata l’ambulanza del 118, ma i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che non ci hanno messo molto per ricostruire quanto accaduto. E così sono subito scattate le ricerche, che hanno preso una direzione ben precisa. Bianco è stato bloccato in casa, a Gallipoli, dove era tornato dopo quella folle spedizione di morte. I militari lo hanno arrestato con le accuse di omicidio volontario e porto abusivo di coltello. Gli investigatori hanno compiuto accurati rilievi e hanno trovato tracce di sangue a bordo della sua auto. Non è stata invece ancora recuperata l’arma del delitto.