Ucciso uno degli attentatori di Sharm

Il beduino era già ricercato per la strage di Taba, dall’ottobre dello scorso anno. Ferita la moglie

da Il Cairo

Uno dei principali ricercati per le bombe di Sharm el Sheikh, Mohammed Saleh Flayfil, è stato ucciso ieri da uomini della polizia egiziana, in uno scontro a fuoco sulle montagne montagne di Ataq, a poca distanza dal canale di Suez. Il terrorista si trovava assieme con la moglie che nella sparatoria è rimasta ferita in modo grave.
Mohammed Saleh Flayfil, beduino di 24 anni, era già ricercato dall’ottobre dello scorso anno perche sospettato di essere una delle menti dell’attentato di Taba dell'ottobre scorso, quando un’auto imbottita di esplosivo distrusse totalmente un’ala dell’hotel Hilton. Quella tragica sera, con altre trentadue persone, persero la vita anche due giovani turiste italiane, Jessica e Sabrina Rinaudo, 20 e 22 anni, partite dalla provincia di Cuneo per una settimana di vacanza. Flayfil, fratello di Suleiman Flayfil, un altro dei presunti autori degli attentati di Taba morto quella notte insieme a un palestinese in seguito all'esplosione anticipata di una bomba, era anche uno dei 15 principali sospettati per gli attentati del 23 luglio a Sharm.
La pista «beduina», per la quale gli investigatori egiziani legano tanto l'episodio di Taba quanto quello di Sharm alle popolazioni del Sinai ribelli verso il potere del Cairo, che li avrebbe sempre considerati e assistiti poco, e risentiti per le sofferenze dei vicini fratelli palestinesi, continua a trovare elementi di sostegno. «È troppo presto per sostenere che gli attacchi di Sharm siano opera di Al Qaida», ha detto il primo ministro egiziano Ahmed Nazif. «Se questi attacchi dovessero risultare azioni di Al Qaida sarebbe un fatto nuovo per l'Egitto». E la tesi è proprio che ne siano responsabili elementi della popolazione beduina del Sinai, che hanno rapporti con arabi che vivono nei territori palestinesi e con Israele.
Ma non manca chi sposa tesi diverse.
«Chi ha attaccato il Ghazala Hotel (uno dei bersagli degli attentati di Sharm, ndr) voleva colpire gli italiani», ha detto a un quotidiano milanese un ufficiale della polizia egiziana. «Gli italiani ormai da tanto tempo vengono al Ghazala Gardens, chi lo attacca mira a loro», ha spiegato Hayman Ibrahim, capitano della polizia egiziana nelle unità per la difesa del turismo.
Un'indicazione confermata da Rosalba Andresini, «capo-area» per l'agenzia turistica italiana Ventaglio a Sharm el Sheikh.
«Lo sanno tutti qui in città che da molti anni il Ghazala Gardens rappresenta il quartier generale di noi della Columbus, legati al Ventaglio».