Ucciso e fatto sparire perché amava la donna del boss

Michele Penna, 30 anni, assicuratore, segretario della sezione Udc di Stafanaconi, piccolo centro del Vibonese, sospettato di avere rapporti con la ’ndrangheta, sarebbe stato ucciso, con un colpo di pistola alla testa, perché aveva una relazione con la moglie di un esponente di spicco di un clan locale. Petrolo-Bartolotta. A questo risultato è giunta l’inchiesta della Dda di Catanzaro, che ha arrestato due persone. Secondo i carabinieri, Penna nel primo pomeriggio del 19 ottobre del 2007, dopo essere stato attirato con un tranello in un autolavaggio gestito da Foti, venne caricato a forza dai due a bordo su un’auto e quindi eliminato.