Ucciso nella sua auto in un agguato

Giallo sulla morte di un pregiudicato siciliano: probabile un regolamento di conti nella mala

Ucciso con tre colpi di pistola: giallo a Tor San Lorenzo per un agguato in piena regola davanti a un villino nel residence Nuova California. Vittima Michele Di Grazia, 50 anni, originario del catanese ma da tempo residente a Porto Santo Stefano. Da giorni si era trasferito sul litorale. Cosa ci facesse nella terra preferita da latitanti eccellenti, pentiti e confinati resta un mistero. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti accade tutto in una manciata di minuti, poco prima delle 22,45 di domenica, davanti al numero 39 di via Dora Baltea. L’uomo entra nella sua auto, una Renault Scénic. L’assassino, probabilmente coperto da un complice, è a pochi centimetri dallo sportello sinistro. E spara un primo colpo da un’arma semiautomatica, una calibro 3,65. Il proiettile centra la maniglia della portiera, manda il vetro laterale in mille pezzi e colpisce il braccio sinistro di Di Grazia per finire su un fianco. L’uomo perde sangue ma cerca di fuggire e parte a tutta velocità verso via della Nuova California. La strada in discesa è curva e buia. L’assassino spara ancora ma senza colpire il bersaglio. Il poveretto percorre ancora una trentina di metri, urta prima un muro di cinta, poi un cassonetto, infine si schianta su una recinzione. È qui che il killer lo finisce con due colpi di pistola a distanza ravvicinata e fugge. I vicini, interrogati ieri mattina, pensano a un incidente stradale e telefonano al 118. Quando sul posto arriva il centro mobile di rianimazione, il siciliano respira ancora ma pochi secondi dopo muore. Sul posto il comandante del Reparto territoriale di Frascati, il tenente colonnello Marco Menicucci, il capitano Antonio Marinucci e il tenente Memoli della compagnia dei carabinieri di Anzio. A coordinare le indagini il pm Salvatore Maffia della Procura di Velletri. Gli uomini del nucleo operativo recuperano due dei bossoli esplosi, rilevano impronte e tracce di pneumatici sull’asfalto, fotografano la scena del crimine. Le ipotesi? «Non possiamo escludere nulla - spiega il capitano Marinucci -, nemmeno la lite per futili motivi. L’uomo, che aveva con sé solo la patente di guida, comprava e vendeva auto usate. Non era certo un boss. Stiamo interrogando varie persone, il proprietario della villa presa in affitto non è stato ancora rintracciato e la moglie della vittima è a Catania. Dobbiamo aspettare, infine, i rilievi e l’autopsia per ricostruire al meglio l’accaduto».