Ucciso a picconate in strada

Finisce nel sangue la lite tra due pregiudicati romani a Centocelle. Un diverbio, forse per motivi legati alla droga, scatena la furia omicida di Massimo R., 36 anni che si avventa a picconate sulla vittima, il coetaneo Osvaldo Bellucci, sposato e padre di tre bambini. Una scena da «Pulp fiction» esplosa in strada, nel cuore del popoloso quartiere periferico tra la via Casilina e la via Prenestina, alle sei del pomeriggio davanti a diversi testimoni e passanti. Tutto accade in una manciata di minuti all’altezza del civico 51 di via dei Ciclamini. Massimo R. è fuori di sé. Tra i due, entrambi tossicodipendenti e vecchi conoscenti, già noti anche alle forze dell’ordine per diversi precedenti penali, si accende subito una violenta discussione. Dalle parole si passa presto ai fatti. Massimo R. ha dietro di sé un coltello a serramanico. Non è chiaro se torni a casa, in via delle Rose, poche decine di metri più in là, ad armarsi pure di piccone o se l’abbia già con sé, fatto sta che affonda prima il coltello sulla pancia dell’amico, quindi lo colpisce a picconate sulle braccia e sull’addome. Quello, stremato, piomba a terra esanime. Inutile la corsa dell’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Sandro Pertini. Osvaldo morirà poco più tardi. L’assassino, invece, in preda al panico corre a rifugiarsi nel cortile della sua abitazione. Qui gli agenti del commissariato Prenestino lo trovano intento a ripulire dal sangue piccone e lama del coltello.

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