Ucciso per un posteggio: si costituisce l'assassino

Una lite per un parcheggio è finita
in tragedia. Un uomo di 45 anni è morto
dopo essere stato accoltellato da un automobilista che è poi scappato. L'assassino si costituisce: "Saputo dalla tv"

Roma - Una lite per un parcheggio è finita in tragedia ieri sera a Roma dove Aldo Murgia, un uomo di 45 anni, è morto dopo essere stato accoltellato da M. R., un altro automobilista che è scappato subito dopo e che, solo nel primo pomeriggio, si è consegnato alle forze dell'ordine. È accaduto alle 20.30 in via Costantino 27, lungo la Cristoforo Colombo. 

La ricostruzione della lite Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, i due automobilisti, entrambi romani e senza precedenti penali, erano a bordo delle loro auto con le rispettive famiglie. È scoppiata una lite per motivi di viabilità, in particolare per un parcheggio conteso. A quel punto sono scesi dalle rispettive auto per continuare la lite, ma uno dei due ha tirato fuori un coltello e ha colpito a morte l’altro conducente. L’uomo è stato trasportato nel vicino ospedale Cto ma è morto poco dopo.

Un episodio di "follia urbana" Si è trattato, come ha sottolineato un investigatore, di "follia urbana". Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia Eur e del nucleo investigativo di via In Selci che stanno ascoltando in queste ore i familiari della vittima e sono alla ricerca di possibili testimoni. Sempre un parcheggio conteso fu il motivo di un’altra aggressione a Roma, nell’autunno del 2005, in via della Magliana, dove un uomo di 42 anni fu ucciso davanti agli occhi della moglie e dei figli con un colpo di pistola dopo una lite scoppiata per motivi di viabilità con un altro automobilista.

L'assassino: "Distrutto dal rimorso" Ha deciso di costituirsi perché "distrutto dai rimorsi". M.R., da oggi pomeriggio in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, non immaginava di aver ucciso un uomo nella colluttazione avuta ieri sera per banali ragioni di viabilità. A spiegarlo è il suo difensore, l’avvocato Lamberto Picconi: "Che avesse ucciso un uomo il mio assistito lo ha appreso dalla televisione. Nella lite, lui ha cercato di difendersi, basta guardarlo in faccia per vedere ancora le conseguenze della colluttazione". Per il penalista, M. R. è un uomo che ha molto sofferto nella vita, ha avuto da ragazzo anche guai con la droga e si stava rimettendo in carreggiata: "Anche se attualmente era disoccupato, aveva trovato di recente lavoro come fattorino". L’avvocato, che punterà sulla tesi (più lieve) dell’omicidio preterintenzionale, chiarisce meglio la dinamica dei fatti: "A mio parere non c’è stato alcun inseguimento. Il mio assistito non ha inseguito nessuno. È che la lite è avvenuta in breve tempo e nello spazio di pochissimi metri. M.R. le stava prendendo e si è difeso. Basta vedere il suo volto quanto è gonfio per capirlo". Nei prossimi giorni a Regina Coeli ci sarà l’interrogatorio di convalida da parte del gip.