Ucciso sotto casa Gli investigatori: è stato un agguato

È l’agguato la pista seguita dagli investigatori che indagano sull’omicidio di un sessantaquattrenne titolare di un’agenzia di aste immobiliari a Roma. L’unico testimone della vicenda aveva riferito di una tentata rapina: un’ipotesi ritenuta al momento poco valida. In queste ore si cercano anche prove tra i cassonetti dei rifiuti in via del Fontanile Arenato, lungo la strada dell’abitazione della vittima, uccisa nel garage. I camion dell’Ama, che stanno svuotando i cassonetti, saranno posti sotto sequestro, alla ricerca di possibili elementi, per rinvenire qualsiasi oggetto di cui il killer avrebbe potuto disfarsi subito dopo l’omicidio. La vittima, Antonio Maria Rinaldi, abitava al terzo piano di un palazzo all’interno di un quartiere residenziale in zona Pisana. Viveva in attico con la madre e una badante. Era titolare di un’agenzia di aste immobiliari. I suoi uffici, che si trovavano a Prati, erano stati spostati da un paio d’anni all’Eur.
Un omicidio compiuto proprio in pieno giorno. Insomma, A Roma dopo il pesante bilancio di sangue del 2011, l’avvio del nuovo anno si è presentato sotto i peggiori presagi. La vittima, originaria del salernitano, conta un precedente per droga, nel ’98. Nello stesso edificio dove abitava l’uomo ucciso era stata messa a segno una rapina da 60 mila euro lo scorso agosto. I malviventi si erano introdotti in un appartamento al terzo piano, lo stesso piano dove abitava l’uomo ucciso. Secondo quanto riferito da alcuni residenti, lo scorso 19 agosto i ladri, dopo aver bussato alla porta delle vittime, avevano minacciato una donna, il figlio e il marito, chiedendo loro dove si trovassero i soldi: il bottino fu addirittura di 60 mila euro.