Ucciso sulla pista ciclabile: paghi il Comune

È anche colpa del Comune di Roma se Luigi Moriccioli, lo scorso 17 agosto, è stato aggredito e ucciso da un romeno mentre andava in bicicletta sulla pista ciclabile di via Ostiense. È colpa del Comune che non ha messo in sicurezza il percorso riservato alle due ruote all’altezza dell’ippodromo di Tor di Valle, lasciando che diventasse terra di nessuno, circondato da baracche di nomadi. A sostenerlo, in un’istanza presentata al gip del Tribunale Sante Spinaci, è la moglie della vittima, Gabriella Moriccioli, la quale ritiene responsabile il Campidoglio «di aver violato l’obbligo di tutela del diritto alla vita, all’integrità psicofisica alla salute, alla sicurezza urbana» nei confronti del marito. La vedova, come parte civile, chiede dunque che il Comune, nella persona del sindaco Walter Veltroni, venga citato come responsabile civile nel procedimento sull’omicidio.
Moriccioli aveva 60 anni ed era dirigente di una struttura sanitaria. Venne colpito alla testa con una bastone di legno durante un tentativo di rapina e rimase in coma 49 giorni. Un’aggressione brutale, che non sarebbe avvenuta, secondo la parte civile, se il Comune avesse fatto quanto in suo potere per rendere sicuro quel tragitto. «La pista ciclabile - sostengono nella richiesta gli avvocati Francesco Misiani e Carlo Maiorca - è insicura, circondata da numerosissime baracche di nomadi ed è un tragitto raramente monitorato dalle forze dell’ordine. Il Comune anziché raccogliere le numerose istanze e di porre rimedio a tale situazione, con lo sgombero delle baracche abusive, l’istituzione di comitati di vigilanza, l’istallazione di telecamere, è stato del tutto sordo e inerte di fronte alla necessità di porre argine ad una dilagante criminalità ed è venuto meno al suo obbligo di tutela dei diritti fondamentali della persone, in primis la vita, l’incolumità, l’integrità psicofisica, la salute».
Il pm Adelchi D’Ippolito, che sostiene l’accusa nel giudizio con rito abbreviato nei confronti del romeno Relu Margelu, accusato di omicidio preterintenzionale, ha dato parere favorevole alla richiesta della parte civile. Sta ora al gip decidere se il Comune dovrà essere presente in giudizio. La prossima udienza si terrà il 23 gennaio. Nelle dieci pagine del documento con cui i legali della vedova chiedono di poter citare il Comune come responsabile civile si legge, tra l’altro, che «sono stati violati i diritti costituzionali». Se il Campidoglio, infatti, «avesse attuato una politica di sicurezza volta a migliorare lo spazio pubblico urbano, a ricostruirlo come luogo di incontro, se avesse fatto tutto ciò e cioè se si fosse schierato a difesa e a tutela del cittadino, come era suo dovere civico e giuridico fare, il signor Moriccioli sarebbe ancora vivo». Gli avvocati ritengono che «in capo al Comune sussiste una responsabilità extracontrattuale che lo obbliga, nei confronti degli eredi prossimi congiunti del signor Moriccioli, al risarcimento del danno patrimoniale, dei danni morali e del danno esistenziale».