Ucimu: il 2007 sarà anno da primato

da Milano

Il 2006 è stato l’anno della ripresa, soprattutto dal versante della domanda interna dopo tre anni di sofferenze. Il 2007 sarà l’anno dei record per quanto riguarda la produzione. Forte di cifre in confortante progresso, il settore italiano delle macchine utensili si prepara alla 25ª edizione di Bi-Mi/Sfortec, organizzata dall’Ucimu (l’associazione di categoria) nel nuovo polo fieristico di Milano dal 5 al 10 ottobre prossimi. La kermesse milanese offrirà anche l’occasione per invitare il governo a rendere fiscalmente deducibili le operazioni di acquisizione. Considerate una sorta di indicatore del ciclo economico, le macchine utensili stanno raccogliendo quest’anno i frutti di una congiuntura positiva. Il trend negativo che aveva caratterizzato il mercato interno dal 2003 è stato cancellato, segno di una maggiore propensione da parte delle aziende a investire in beni strumentali e nell’innovazione produttiva. Il risultato è visibile nella ripresa della domanda interna (più 4,8%, a 2 miliardi di euro) che si andata a innestare su uno sviluppo delle esportazioni a doppia cifra (più 11,7%, a 2,6 miliardi) nonostante l’apprezzamento dell’euro. Due binari di crescita che hanno permesso alla produzione di attestarsi a 4,68 miliardi di euro (più 8,6%). Dalle cifre fornite ieri dall’Ucimu, emerge che il comparto non si sta lasciando sfuggire l’occasione offerta dalla dirompente espansione della Cina, diventato ormai il primo mercato di destinazione dell’offerta italiana grazie anche a vendite salite del 48% nei primi cinque mesi dell’anno in corso. Il bilancio 2006 è largamente positivo, ma l’anno da primato sarà il prossimo, quando la produzione dovrebbe sfiorare i 5 miliardi, le consegne interne crescere del 5,9% superando quota 2 miliardi e le esportazioni aumentare del 5,5% a 2,79 miliardi. «Il mercato interno che tanto ci aveva penalizzato negli anni passati - ha detto il presidente dell’Ucimu, Alberto Tacchella - sembra aver intrapreso la strada del rilancio». Ora, ha aggiunto Tacchella, «la prima questione da affrontare è la crescita dimensionale delle nostre imprese. A tal proposito, noi imprenditori chiediamo al governo di rendere fiscalmente neutrali tutte quelle operazioni di acquisizione, fusione e aggregazione tra società aventi obiettivi comuni, indispensabili per renderci più competitivi sul mercato globale».