Udc: Casini candidato premier

La direzione dello scudo crociato chiederà domani al proprio leader di candidarsi premier. Casini: &quot;Non possiamo rinunciare a identità e simbolo. Berlusconi e Fini spaccano i moderati&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=241033">Pisanu: &quot;Nessun riavvicinamento&quot;</a></strong>

Roma - Domani la direzione dell’Udc sancirà definitivamente che alle prossime elezioni il partito centrista si presenterà sulla scheda elettorale con il proprio simbolo e proprie liste. Su questo punto, indietro non si torna. È quanto è stato stabilito al termine di una lunga riunione di Pier Ferdinando Casini assieme ai vertici del partito in una sala dell’Hotel Minerva, a due passi da Palazzo Madama. Contestualmente la direzione ribadirà la volontà del partito di stringere l’alleanza con il Pdl allo scopo di tenere uniti i moderati italiani. Il tutto, dopo che ieri Casini ha ribadito la disponibilità a sostenere la premiership di Silvio Berlusconi. Tuttavia, l’Udc ribadisce che, se l’intesa con il Pdl non sarà possibile mantenendo il proprio simbolo, il partito non teme affatto di presentarsi da solo. Ma a quel punto, ragionano i centristi, sarà Berlusconi ad assumersi la responsabilità di aver diviso l’area moderata. E l’Udc è pronto a rimproverarlo al Cavaliere in campagna elettorale.

"Perché ci negano l'apparentamento?" Nel corso della riunione si è riflettuto anche sull’accordo stabilito dal Pd con Di Pietro, una notizia che rafforza le ragioni che spingono l’Udc a chiedere l’apparentamento con il Pdl. Se condividiamo il programma e la premiership, si chiedono a Via due Macelli, così come fa l’Italia dei Valori con il Pd, non capiamo come Berlusconi possa negarci l’intesa dopo averla accordata alla Lega. Durante la riunione dell’hotel Minerva, inoltre, a quanto si è appreso, si sarebbe deciso anche che la direzione di domani chiederà a Casini di candidarsi alla guida del governo per l’Udc. E Casini potrebbe prendere tempo riservandosi di accettare la proposta della direzione dopo qualche giorno di riflessione, per valutare eventuali sviluppi della situazione.

Tabacci: "Ora discuteremo..." "Il centro è uno spazio che si sceglie, non lo si subisce. Se da parte di Casini c’è disponibilità a correre in autonomia, ne discuteremo. Ma uno deve scegliere, non è che viene perché dall’altra parte non lo vogliono". Così l’esponente della Rosa bianca, Bruno Tabacci, parlando con i giornalisti a Montecitorio a proposito di una possibile intesa con l’Udc in vista delle elezioni. Quanto al leader del Pdl "Berlusconi utilizza gli argomenti del ’94, come non fosse successo niente. È tutto vecchio, tutto già visto... provo pena per come si è ridotto il sistema politico italiano".

"Abbiamo valutato con grande preoccupazione la violenza con cui si pretende di costruire un assetto bipartitico. Non è quello di cui ha bisogno il Paese dopo 14 anni di bipolarismo inutile e dannoso. C’è bisogno di un centro che vada contro la Casta dei due poli. "Dev’essere un centro molto nuovo, con al primo posto la questione morale, a partire da candidature ineccepibili, e la tutela dell’interesse generale dell’Italia. Queste sono le basi minime per aprire un dialogo con chiunque abbia questi intendimenti. Il centro si può fare per scelta e convinzione, certo non per costrizione. Solo così potremo farci comprendere dagli elettori e rappresentare un fatto di grande novità", afferma Tabacci in un comunicato.

Pezzotta: "Pronto ad aprire il dialogo" "Sono pronto ad aprire un dialogo costruttivo con l’Udc per rafforzare una forza politica intermedia che non si identifichi con questo bipolarismo". Lo afferma Savino Pezzotta della Rosa Bianca sulla possibilità che l’Udc non si apparenti con il Pdl. Pezzotta aggiunge: "Auspico che l’Udc faccia questa scelta". Alla domanda se sia possibile che questa forza intermedia candidi Casini a premier, Pezzotta replica: "Nessuna preclusione. Siamo disponibili a discutere e verificare tutto". Quando gli chiedono invece se anche l’Udeur potrà far parte di questa forza intermedia, Pezzotta afferma: "Siamo determinati a costruire una forza intermedia che difenda i valori democratici e non si identifichi con questo bipolarismo".

Cesa: "Pronti a correre da soli" "Non c’è nessuna trattativa con Berlusconi. Domani avremo una direzione e ci sarà un documento molto chiaro. Naturalmente noi siamo per far vincere i moderati, ma se non ce lo permettono andremo, come ha detto con molta chiarezza Casini nei giorni passati, da soli. Ci stiamo già predisponendo per affrontare la campagna elettorale da soli". Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa sintetizza la rottura ormai quasi certa con il Cavaliere e il Popolo della Libertà. L'Udc vorrebbe aver riconosciuta la stessa dignità che viene riconosciuta alla Lega. Ma se Berlusconi non dovesse cambiare idea, i centristi sono pronti a correre "da soli con Casini candidato premier perché abbiamo da rivendicare e da portare avanti anche la nostra bandiera e la difesa di ideali e di valori che non vogliamo che si annullino in una cosa che nasce in una nottata e che non sappiamo nemmeno se nasce".