Udc e Lega: aiuti alle famiglie e tagli alla sanità

Antonio Signorini

da Roma

Sì a un ridimensionamento della spesa sanitaria a patto che siano stanziate più risorse per la famiglia. La richiesta di misure per i nuclei familiari bisognosi accomuna due partiti distanti come la Lega Nord e l’Udc. A pochi giorni dal termine ultimo per presentare la finanziaria 2006, le due forze politiche della maggioranza hanno presentato al ministro dell’Economia Domenico Siniscalco una linea tutto sommato simile. Ma su una stretta della spesa sanitaria, peraltro smentita da via XX settembre, pesa la contrarietà del ministro Francesco Storace, di An e da ieri anche di Confindustria che giudica il settore «già sottofinanziato». «Nei prossimi giorni - ha annunciato Storace - incontrerò Siniscalco e chiederò fondi. Mi aspetto più risorse».
L’alleanza anomala tra centristi e Carroccio non regge alla prova della tassazione delle rendite finanziarie, con la Lega sempre contraria, in linea con la posizione di Palazzo Chigi e l’Udc ufficialmente a favore, così come Alleanza nazionale. «Se non si raggiungono i 4,35 miliardi previsti per la lotta all'evasione, non sarebbe uno scandalo immaginare un riequilibrio della tassazione sulle rendite», ha detto ieri il sottosegretario centrista all’Economia Michele Vietti.
Il partito di Umberto Bossi ha quantificato la cifra che vorrebbe stanziare per le famiglie: un miliardo di euro contro i 200 milioni ipotizzati dalla bozza. Per il resto la Lega chiede più risorse per l’edilizia carceraria, per le infrastrutture da realizzare al nord, per la lotta all’immigrazione clandestina oltre a una sanatoria sulle quote latte. Dal partito di Marco Follini sono arrivati nuovi inviti a introdurre il quoziente familiare cioè un calcolo dell’imponibile che favorisce i nuclei numerosi; proposta bocciata dal sottosegretario al Welfare Grazia Sestini che stima un costo di 12-15 miliardi. Per il resto l’Udc ha chiesto più risorse per la scuola e, in particolare, per gli insegnamenti precari e anche di «salvare» il ministero dei Beni culturali dai tagli. La posizione di An sarà decisa oggi in un esecutivo del partito. Già nei giorni scorsi dal partito di Gianfranco Fini sono arrivati inviti ad aumentare le risorse per le famiglie e lo sviluppo. A Siniscalco spetterà trovare una sintesi, con l’imperativo di non appesantire il deficit.