Udc unanime: "Da soli alle elezioni" Casini: "Ne parlerò con Berlusconi"

La direzione del partito: &quot;Non possiamo rinunciare a correre con il nostro simbolo&quot;. Niente apparentamenti con il Pdl: &quot;Ci hanno emarginati&quot;. Il leader prende tempo. <a href="/a.pic1?ID=241128" target="_blank"><strong>Berlusconi: &quot;Così perdete&quot;</strong></a>

Roma - "La direzione chiede al proprio leader Pier Ferdinando Casini la disponibilità a candidarsi come presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche". All’unanimità la direzione dell’Udc ribadisce la candidatura a premier di Pier Ferdinando Casini che annuncia: "Lo dirò a Silvio al telefono"

Direzione all'unanimità La direzione insiste con forza il fatto che "dividere i moderati è un errore di cui l’Udc non intende assumersi la responsabilità e richiama tutte le forze politiche moderate al dovere di evitare scelte di rottura". Infine, nel documento si ritiene che "la formazione di un’area liberale non possa nascere all’insegna della discriminazione e dell’emarginazione di una componente che si è sempre coerentemente collocata in quest’area e che rappresenta la tradizione più significativa del cattolicesimo politico italiano".

L'ultima telefonata Ci sarà probabilmente un'"ultima telefonata" tra Casini e Berlusconi prima che il leader dell’Udc sciolga definitivamente la riserva e accetti la candidatura a premier che gli è stata chiesta dalla direzione del partito. Non sembrano infatti esserci margini di ricomposizione della rottura tra il Cavaliere e l’ex presidente della Camera che con molta probabilità già questa sera, ospite di "AnnoZero", annuncerà che accetta di guidare la liste dell’Udc nella corsa solitaria alle prossime elezioni politiche di aprile. "Vi sono grato - ha detto oggi alla direzione dell'Udc -, sono onorato e scioglierò presto la mia riserva. So che è una battaglia difficile, ma certo più appagante di qualche poltrona ministeriale". Poi ha lanciato un messaggio al Cavaliere: "Nelle prossime ore, vorrò parlare ancora con Berlusconi, perché sia chiaro che la volontà di dividere questo popolo non è di chi conserva l’orgoglio della propria storia e identità, ma di chi pretende l’immissione forzata nel proprio partito, scegliendo nella Lega l’alleato unico e preferenziale e realizzando così una vera e propria mutazione genetica dell’alleanza. Qualche ora di riflessione in più - ha concluso Casini - non toglierà nulla all’efficacia nella nostra campagna elettorale, che comunque vi invito a iniziare subito, ma renderà ancora più chiara la responsabilità di tutti e di ciascuno per questa lacerazione che subiamo in nome della dignità e dell’onore".

E attacca il Pdl "Quando 14 anni fa nacque il Polo delle libertà, al quale siamo rimasti fedeli sempre, nella buona e nella cattiva sorte - prosegue Casini - non avremmo mai pensato un giorno di dover rinnegare i nostri valori e le nostre radici per aver cittadinanza in quest’area politica. Oggi questa scelta ci è richiesta con il pretesto della semplificazione: in realtà aderire ad un listone così composto da comprendere Mastella e Fini, la Mussolini e Lamberto Dini, Capezzone e Giovanardi dubito che possa aiutare la governabilità del paese o contribuire alla serietà della politica. E pur tuttavia rispettiamo chi ha fatto questa scelta".

"Non ci sono sconti per nessuno" Il nostro obiettivo è non dividere i moderati ma farli vincere, salvaguardando la dignità di ciascuno". Lo ha detto il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa prima dell’inizio della direzione del partito. Riguardo alla possibilità per l’Udc di presentarsi sotto il simbolo del Pdl e successivamente di costituire gruppi parlamentari autonomi, in modo da salvaguardare la rappresentatività del partito, Cesa ha tagliato corto: "sono tecnicismi di cui non abbiamo parlato". "Non ci sono sconti per nessuno e mi auguro che Berlusconi e Fini abbiano fatto bene i loro calcoli", ha rincarato il presidente dei senatori Udc, Francesco D’Onofrio.