Udeur, Cusumano vota sì: è rissa

L'esponente del Campanile si dissocia dalla decisione presa dall'ufficio politico. Il capogruppo Barbato lo aggredisce in aula a Palazzo Madama: volano insulti e sputi. E Cusumano si sente male: <strong><a href="/media.pic1?ID=340">guarda le immagini</a></strong>

Roma - Nuccio Cusumano, dopo ore di riflessione, si dissocia dai suoi. Parla 10 minuti, il suo è un intervento accorato. Si stacca dalla decisione dell'Udeur (Mastella e Barbato) e sceglie di appoggiare il governo: "Non scelgo percorsi comodi, scelgo il campo più difficile della coerenza, della serietà e per il bene del Paese. Io scelgo in solitudione senza prigionie politiche, scelgo per la fiducia a Prodi". E' il culmine del suo intervento. Dai banchi vicini il suo (ex capogruppo) Tommaso Barbato "tenta di aggredirlo, gli sputa" conferma Sergio De Gregorio. Poi lo insulta: "Traditore, venduto, pagliaccio" e facendo con le mani il segno delle corna e della pistola. Cusumano rimane immobile al suo posto e poco dopo scoppia a piangere. Poi viene colto da malore e portato via in barella. E la seduta viene sospesa dal presidente Franco Marini. Dopo dieci minuti, la seduta è ripresa. "Il senatore Nuccio Cusumano si deve dimettere" lo chiede il capogruppo dell’Udeur alla Camera, Mauro Fabris. "Cusumano è in Senato perché Mastella due anni fa ha optato per la Calabria, deve rassegnare le dimissioni perché non può rappresentare se stesso". Fabris difende poi l’altro collega di partito, Barbato. In serata il partito espelle Cusumano per "indegnità".