Udeur e Ps: la Consulta bocci i quesiti

da Milano

L’opposizione al referendum elettorale si fa anche con la carta bollata. Alla Corte costituzionale, che il 16 gennaio dovrà decidere se ammettere la consultazione popolare sui quesiti presentati dal comitato promotore, è arrivata ieri la «memoria» del Partito socialista e arriverà oggi un analogo documento dell’Udeur.
Ecco le ragioni più importanti fra quelle che secondo i socialisti dovrebbero indurre la Corte a bocciare il referendum: il fatto che nei quesiti non sia prevista l’abolizione della presentazione del programma e dell’indicazione del candidato premier con la conseguenza che un candidato premier (e un programma) comune a più partiti potrebbe essere il più votato ma risulterebbe sconfitto da quello proposto da un solo partito che conseguisse la maggioranza relativa dei voti; la restrizione del diritto dei partiti di associarsi presentando programmi comuni. Enrico Boselli, Gavino Angius e gli altri dirigenti socialisti che hanno presentato il ricorso mettono in evidenza anche il fatto che il referendum proposto né elimina e neppure corregge la normativa in vigore, ma ne stravolge il senso politico e giuridico.
Secondo l’Udeur, il partito guidato da Clemente Mastella, il quesito è incoerente con l’attuale sistema e sostiene la tesi in base alla quale il referendum, ritagliando pezzetti di normativa, modifica la legge in vigore ma non ne ricostruisce un’altra pienamente applicabile. L’Udeur illustrerà oggi i contenuti della memoria con la quale cercherà di convincere la Corte costituzionale della fondatezza giuridica della propria posizione.