Udeur, il pm: Sandra Mastella libera

Oggi decide il riesame sugli arresti domiciliari della presidente del consiglio regionale campano. Festa rinviata a Ceppaloni per la folla riunita davanti alla villa dell’ex ministro

Ceppaloni (Benevento) - E alla fine la notte di Ceppaloni si spegne senza una catarsi. Dopo una giornata di attesa la folla alle 8 di sera era tutta raccolta davanti alla villa di Sandra e Clemente Mastella in attesa di una notizia, quella notizia, la fine degli arresti domiciliari. Ci sono le madri di Plaza de Mayo di Ceppaloni, ci sono le pasionarie mastelliane che da giorni presidiano l’abitazione di Sandra Lonardo, ci sono le stufe a gas, le bandiere arancioni con il campanile dell’Udeur, le moka che servono i caffè caldi, c’è persino il parroco padre Robert Esposito, ci sono proprio tutti, ma la notizia non è arrivata. Alle 9 di sera, però, facendosi largo nella folla, arrivano gli avvocati dei coniugi Mastella, Titta Madia e Severino Natti, vengono da Napoli, dalla sede del Tribunale del Riesame, e portano la notizia che già è arrivata via tam tam con gli sms e con i cellulari: «Il Pm Francesco Curcio - spiega Madia - ha chiesto di mettere fine agli arresti domiciliari». Basta questo, per far serpeggiare una scarica di buonumore nella folla dei simpatizzanti di donna Sandra. Anche se, il thriller non è finito, perché non è ancora chiaro quando il Tribunale darà esecuzione al provvedimento (e anche, se lo accoglierà). Spiegano, in via informale gli avvocati, che la decisione potrebbe arrivare anche stamattina, ma che il tempo tecnico che i giudici hanno a disposizione scade mercoledì. Di certo, la grande festa che il Paese stava organizzando è rinviata. Palloncini, bracieri per la veglia, tutto sospeso, in attesa di una conferma ufficiale.

Spiegava Elio Mastella, il secondogenito, uno degli animatori del comitato «spontaneo permamente». «Ancora è presto per festeggiare, aspettiamo che ci sia l’ufficialità». E poi, con un sorriso di amarezza aggiungeva: «Guardate, lo vedete quali sono i tempi della giustizia? A noi la notizia ci è arrivata dai giornali un’ora e mezza fa, e ancora non c’è nessuna comunicazione ufficiale». Ma poi, in questo Sannio incendiato dalle attese e dalla rabbia, dalla protesta che monta a pochi chilometri dal comune dei Mastella, Montesarchio, contro la discarica già sigillata che viene riaperta per volontà del supercommissario De Gennaro, la partita in gioco, dal punto di vista legale, è ancora più delicata e riguarda almeno due punti. Il primo, in che modo Sandra Mastella uscirà dal provvedimento cautelare che la riguarda, infatti, le formule possibili sono almeno due: la prima, ovviamente la migliore per l’indagata, sarebbe «insussistenza di gravi indizi». Ovvero, una formula di giudizio che in qualche modo prefigura un proscioglimento. La seconda, invece, quella che ha ipotizzato il Pm di Napoli, è «l’insussistenza della misura cautelare». Ovvero, ciò che sembra esagerato agli inquirenti è la misura detentiva. Ovviamente, questa è la richiesta di partenza, ma nulla impedisce al giudice del Riesame, di passare dalla seconda formula alla prima che sarebbe molto molto più favorevole per i coniugi Mastella.

Il secondo punto in gioco, invece, riguarda gli altri indagati dell’Udeur. Due giorni fa, è stato scarcerato il sindaco di Benevento, Fausto Pepe. Ma ancora appesi al giudizio del Riesame ci sono due assessori regionali, Luigi Nocera e Andrea Abbamonte.

Insomma, nella differenza tra queste misure cautelari, che in qualche modo segnano sia agli occhi dei media sia a quelli dell’opinione pubblica, la credibilità dell’inchiesta, si gioca anche il futuro politico di Sandra Mastella. Ad esempio anche il suo ruolo di presidente del consiglio regionale, che potrebbe restare congelato se il Riesame non riconosce l’insussistenza dei «gravi indizi». Ma in realtà, la posta è ancora più alta, perché se come sperano i manifestanti di Ceppaloni, Sandra Mastella riuscisse a ribaltare clamorosamente il segno della sua storia, passando dal ruolo di inquisita, a quello di persona estranea ai fatti ingiustamente accusata, per lei potrebbero schiudersi anche nuove prospettive, non ultima quella di cui tutti parlano, ovvero una possibile e clamorosa candidatura alla presidenza della Regione Campania.