Udine, vecchi rancori dietro l’omicidio in villa

Perlustrato il parco e interrogate otto persone. Non è stata ancora
trovata l’arma del delitto, gli investigatori indagano sul passato
della donna

Bella, bionda, cordiale con tutti, brava sul lavoro, innamorata di Paolo. Così a Manzano, seimila anime a un tiro di schioppo da Udine, capitale mondiale dei fabbricanti di sedie nel mondo, una chiesa, una stazione e villette addossate ai capannoni dove tutti fanno sedie, dicono di Tatiana Tulissi, 37 anni, uccisa l’altra sera con tre colpi di pistola nella villa dove viveva con il suo compagno. Un giallo la sua morte dove tutti gli abitanti, stretti nel lutto, come se si trattasse di una unica grande famiglia, commentano il giorno dopo. L’ipotesi che i carabinieri ritengono più probabile è quella di un’aggressione per vecchi rancori o conflitti irrisolti. Nella villa, infatti, non è stato rubato nulla e apparentemente non sono stati spostati o rotti oggetti. Lei e Paolo Calligaris, 42 anni, figlio di Walter, 71 anni, dovevano sposarsi nei prossimi mesi. «Volevano dei figli», dice un parente. Entrambi venivano da esperienze di matrimoni finiti con una separazione e volevano riprovarci in nome del loro grande amore. Invece, una pistola ha messo fine a tutto questo. «Una brava ragazza - dicono in paese - chissà cosa è accaduto l’altra notte». La famiglia di Tatiana Tulissi è originaria di Villanova del Judrio, un borgo delle prime colline della provincia di Gorizia. Qui tutti la conoscono: una famiglia modello, grandi lavoratori, Tatiana è la primogenita dei figli della coppia. Tre anni fa il suo matrimonio con un odontotecnico va in crisi. È in quel periodo che Tatiana conosce Paolo Calligaris che con suo padre Walter manda avanti una grande azienda agricola, la Ca’ Tullio. Paolo è il nipote di Alessandro Calligaris, presidente di una fra le prime aziende al mondo di arredamento fondata nel 1923. Paolo si separa e Tatiana anche, e i due vanno a convivere nella grande villa di Paolo Calligaris che sorge accanto all’abitazione del padre Walter in una zona isolata. I primi tempi sono difficili, visto che la separazione dai rispettivi coniugi crea quelle normali tensioni e incomprensioni tra ex. Poi tutto passa. «Una bella coppia», corre via una vicina di casa. Vita normale: lui che manda avanti l’azienda agricola, lei che lavora come segretaria in una delle tante ditte di sedie del Manzanese, la Laco. «Brava, mai un motivo per lamentarsi di lei», dicono le colleghe al cancello d’entrata della Laco. Tutti si ricordano di Paolo e Tatiana che con la loro jeep andavano a fare la spesa al supermercato ogni sabato pomeriggio come una delle tante famiglie di Manzano. Le voci di paese parlano di vecchi rancori con l'ex marito che non avrebbe accettato di buon grado la nuova vita dell’ex moglie. «Se ne dicono tante di cose in queste ore tristi per la nostra comunità», dice il sindaco Lidia Driutti. A Ca’ Tullio l'azienda di Paolo Calligaris i portoni sono chiusi in segno di lutto. L’ultima parola per fare chiarezza su questa storia d’amore finita nel sangue spetta, adesso, agli investigatori che fino a tarda sera hanno perlustrato la villa alla ricerca di una traccia, un indizio, che li porti sulla strada giusta.