Udinese, esordio dolce nell’Europa che conta

Marcello Di Dio

nostro inviato a Lisbona

Nella città dove si è giocata 50 anni fa la prima partita di Coppa dei Campioni, il battesimo dell’Udinese nella massima competizione è da incorniciare. Non certo per la prova offerta – l’inesperienza europea è un alibi più che giustificato considerando la giovane età di molti dei friulani in campo – quanto per il risultato che è un buon viatico per il ritorno del 23 agosto a Udine.
Un po’ di fortuna, un arbitraggio (quello del greco Vassaras, che fischia un rigore decisivo) non certo sfavorevole, le parate di De Sanctis e i nervi saldi in alcuni momenti topici: questi gli ingredienti che sanciscono una vittoria forse immeritata per quanto visto nei 90 minuti.
Il presidente Pozzo chiedeva una formazione aggressiva a Lisbona e Cosmi lo accontenta almeno per 45 minuti, confermando le attese della vigilia: tre in difesa, Di Natale trequartista dietro le due punte, il giovanissimo Barreto e il più scafato Iaquinta. Anche Zenoni, che il giorno prima della partita aveva saltato l’allenamento di rifinitura, riesce a essere in campo. Dall’altra parte Peseiro mescola le carte: rinuncia a Rochemback (più grave del previsto il problema muscolare accusato alla vigilia), ed Edson, maglia da titolare per Sa Pinto e Tello.
L’Udinese parte bene, come dimostra la traversa scheggiata proprio da Candela dopo 120 secondi (sinistro secco su assist di Barreto), ma poi commette l’errore fatale di far impostare il match ai portoghesi, abili nel palleggio rapidi nei movimenti e nell’impostazione del gioco, concreti sulle fasce con i guizzanti e interscambiabili Joao Moutinho e Douala. I friulani sembrano contratti, Felipe si dimentica spesso di seguire Leidson (che al 5’ grazia davanti alla porta De Sanctis) l’emozione del debutto assoluto e la paura degli affondi lusitani rendono il primo tempo una vera sofferenza.
Eppure sfruttano al meglio al 25’ l’unica vera sbavatura difensiva dello Sporting: Di Natale viene «rintuzzato» dalla difesa di casa mentre prova lo sfondamento e sulla ribattuta Miguel Garcia si fa sorprendere da Barreto, tanto che deve fermarlo fallosamente. Secondo l’arbitro in area, ma le immagini testimoniano che il netto contrasto (sul quale il brasiliano dell’Udinese si infortuna) avviene fuori.
Sul dischetto Iaquinta, dopo due minuti di proteste portoghesi, riesce a essere freddo e concentrato: vantaggio inatteso, che fa esplodere di gioia Cosmi in panchina e i 500 fedelissimi giunti all’Alvalade con aerei, pullman e mezzi privati. L’assedio dello Sporting ferito diventa insostenibile, De Sanctis si produce in tre parate prodigiose sulle punizioni di Tello e sul missile di Custodio, Natali regge bene l’urto in difesa e con un po’ di mestiere Muntari blocca spesso al limite dell’area i fraseggi lusitani.
In mezzo al dominio portoghese, l’unico lampo di Di Natale che pesca Iaquinta, la cui corsa verso il portiere finisce nel peggiore dei modi, vanificando di fatto il clamoroso match-ball. La ripresa è un altro monologo portoghese, ma lo Sporting sembra meno incisivo.
L’Udinese, con l’applauditissimo ex Vidigal in campo al posto dell’infortunato, è più equilibrata: la linea dei cinque centrocampisti supporta bene la nuova coppia d’attacco Iaquinta-Di Natale, pronta ad agire di rimessa.
Nel finale qualche brivido per il tiro di Sà Pinto che si infrange sul palo e un contrasto, non volontario, tra lo stesso Sà Pinto e Bertotto che fa uscire il difensore con una maschera di sangue al volto.