Ue, dal 21 dicembre si arriva senza passaporto da altri 9 Paesi

I ministri degli Interni dei 27
danno domani il loro ok all’allargamento dello spazio Schengen
dal 21 dicembre ad altri nove paesi europei, quelli dell’Europa
centrale più Malta, entrati nell’Unione europea nel 2004

Bruxelles - I ministri degli Interni dei 27 danno domani il loro ok all’allargamento dello spazio Schengen dal 21 dicembre ad altri nove paesi europei, quelli dell’Europa centrale più Malta, entrati nell’Unione europea nel 2004 (ma con l’esclusione di Cipro). Il Consiglio dei ministri Giustizia e Affari Interni, riunito a Bruxelles, dà quindi il via libera al «regalo di Natale» per Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia e Repubblica Ceca, tutti paesi i cui cittadini non avranno più bisogno del passaporto per entrare sul territorio degli altri stati membri dell’Unione già membri di Schengen (Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Svezia).

Per l’Unione europea, i nove stati interessati hanno soddisfatto le «condizioni preliminari» alla soppressione dei «controlli alle frontiere interne a partire dal 21 dicembre 2007 per le frontiere terrestri e marittime, e a partire dal 30 marzo 2008 per le frontiere aeree», secondo quanto si legge nel testo che domani deve essere approvato a Bruxelles. La presidenza di turno portoghese dell’Ue ricorda stasera che «le persone avranno la garanzia di potersi muovere liberamente, senza controlli, in un’area che si espanderà fino a 3.600 chilometri quadrati, l'area Schengen. La stessa presidenza portoghese ha precisato che l’abolizione dei controlli alle frontiere sarà formalmente decisa all’inizio di dicembre dopo il parere del Parlamento europeo in merito e sarà operativa "un minuto dopo la mezzanotte della notte fra il 20 e il 21". Da parte degli stati membri dell’Ue che facevano parte dell’ex blocco sovietico, la fine delle file d’attesa per i cittadini e per i camionisti è stata posta come una priorità fin dall’adesione all’Unione.