La Ue accoglie il progetto del Cav

Quelle che nelle ultime 24 ore sembravano dover essere le Forche Caudine del Cavaliere si risolvono con un deciso punto a favore del capo del governo italiano. Il <strong><a href="/interni/in_pensione_67_anni_2026/riforma_pensioni-riforma_lavoro-licenziamenti-lettera_ue-silvio_berlusconi/26-10-2011/articolo-id=553694-page=0-comments=1" target="_blank">pacchetto di misure anti crisi</a></strong> soddisfa l’Unione europea. Il polacco Tusk, presidente di turno del Consiglio: "Buona impressione". Il premier: "La Merkel mi ha assicurato che non aveva intenzione di denigrarci"

nostro inviato a Bruxelles

Una stretta di mano con la Merkel e un cortese e reciproco ignorarsi con Sarkozy. Quando Berlusconi arriva al Consiglio europeo sa già che la strada è in discesa. Quelle che nelle ultime 24 ore sembravano dover essere le Forche Caudine del Cavaliere, infatti, si risolveranno con un deciso punto a favore del capo del governo italiano. Che in mattinata incassa un quasi via libera da Draghi, che definisce la lettera inviata all’Ue da Berlusconi un passo importante, e in serata il placet di tutti i leader europei visto che il polacco Tusk, presidente di turno del Consiglio Ue, dice che tutti hanno avuto «una buona impressione».
Il vertice va avanti fino a tarda notte e l’unica incognita resta il documento conclusivo nel quale si dovrà vedere se e come sarà citata l’Italia. La sensazione, però, è che il pacchetto di misure abbia soddisfatto le richieste dell’Ue. Anche perché le 17 pagine della lettera firmata da Berlusconi sono state il frutto di una lunga e certosina mediazione, non solo con Bossi ma soprattutto con le istituzioni comunitarie e - in via ovviamente informale - con il neopresidente della Bce Draghi.
Ecco perché a metà pomeriggio, quando ancora il Cavaliere non è atterrato in Belgio, uno solitamente prudente come Gianni Letta si spinge a dire «il giudizio positivo di Draghi fa piacere».
E la situazione s’è sbloccata tra martedì notte e ieri mattina. Nella riunione serale di due giorni fa a Palazzo Grazioli, infatti, s’è riuscito a superare lo scoglio più grosso. Se Berlusconi voleva citare espressamente i 67 anni come obiettivo per l’età pensionabile dal 2026, Bossi era fermamente contrario ad indicare qualunque età. Alla fine, però, ha ceduto. Così a mezzanotte si è finalmente palesato a via del Plebiscito Tremonti che ha letto le 17 pagine e - nonostante i timori dei presenti e il solito gelo con il premier - ha dato il suo via libera.
Ieri mattina, invece, la mediazione sulle date certe, i paletti chiesti dalla Commissione Ue e da Draghi dopo una prima lettura informale del documento. Scadenze inserite su tutte le misure, compresa quella più complicata da portare a termine, cioè la revisione delle norme sui licenziamenti in caso di crisi. Una riforma da approvare - stando alla lettera - entro maggio 2012 ma che aprirà certamente un durissimo scontro non solo con l’opposizione ma anche con i sindacati,
Insomma, se da Bruxelles il premier torna in Italia con un deciso successo resta comunque sul tavolo l’ipotesi del voto anticipato la prossima primavera. Un segnale eloquente è il fatto che ancora ieri il governo è andato sotto non solo alla Camera ma anche al Senato. Di certo, però, dopo ieri, la finestra temporale per un governo tecnico è sempre più stretta. Perché eventuali prossimi esami dell’Europa non potranno arrivare prima di inizio 2012.
Così, ci sta che a Roma si riuniscano a via dell’Umiltà Alfano e alcuni ministri e i parlamentari più vicini al segretario del Pdl per discutere le prossime mosse. Sia alla Camera che al Senato, infatti, c’è un partito del «non voto» che è tentato dall’affossare il governo ora proprio per sventare l’ipotesi elezioni anticipate e aprire la strada ed un esecutivo ponte. Peraltro, è proprio a Palazzo Madama che dovrebbe approdare l’iter sui provvedimenti anti-crisi quando il governo sarà chiamato a mettere in pratica gli intenti contenuti nella lettera consegnata ieri a Bruxelles. E in quell’occasione il gruppo di «frondisti» che da tempo lavora per una svolta potrebbe accelerare per tentare di voltare pagina.
Intanto, continuano le cene carbonare. Ieri sera i «pisaniani» e nel pomeriggio s’erano riuniti anche gli «scajoliani». Ecco perché Berlusconi continua a puntare sul giro di boa di Natale. Perché dopo - chiusa l’eventualità di un governo tecnico - anche i mal di pancia dovrebbero rientrare. Con la speranza - che il Cavaliere continua ad accarezzare - di arrivare fino al 2013.