La Ue avverte ancora l'Italia: "Tesoretto solo per risanare"

Almunia insiste con Prodi e il governo. Intanto, nel Rapporto 2007 sulle Finanze pubbliche della Ue si sottolinea che il nostro Paese resta a "medio rischio" sul fronte della sostenibilità dei conti pubblici

Bruxelles - L'Italia resta uno dei Paesi a "medio rischio" sul fronte della sostenibilità dei conti pubblici. E' quanto afferma la Commissione Ue nel Rapporto 2007 sulle Finanze Pubbliche del'Unione economica e monetaria. A pesare, secondo la Commissione Ue, è soprattutto "la posizione di bilancio iniziale, che pone dei rischi significativi per la sostenibilità delle finanze pubbliche".
Non solo. "In Italia è necessario un rapido consolidamento dei conti pubblici che assicuri una stabile riduzione dell'attuale elevatissimo livello del debito pubblico", sottolinea il rapporto.

Almunia: troppe deviazioni, pareggi dei conti a rischio L’utilizzo dell’extragettito a fini diversi dal risanamento e un’eventuale riduzione delle tasse rappresenterebbero una «deviazione» rispetto alle regole del patto di stabilità e di crescita, mettendo a repentaglio il raggiungimento dell’obiettivo a medio termine, ossia il pareggio, previsto per l’Italia nel 2010. È quanto ha spiegato il commissario europeo per gli Affari economici, Joaquin Almunia, spiegando, nel corso di una conferenza stampa: «Non sono molto ottimista perché alcuni casi mostrano delle deviazioni». Tra queste deviazioni da parte di Stati membri, il commissario ha citato l’extragettito, ossia l’utilizzo di parte delle entrate per finanziare spese non previste nel piano di stabilità, e il fatto che «alcuni Paesi stanno prendendo in considerazione dei tagli fiscali». Per Almunia «se queste politiche non cambiano, solo 10 Paesi su 27 e solo 5 Paesi dell’eurozona (il commissario non ha citato l’Italia tra questi, ndr) riusciranno a raggiungere l’obiettivo a medio termine».