Ue: «Bankitalia a giudizio»

In tutto i capi d’imputazione sono 22: si va dalla truffa ai danni degli investitori alla bancarotta preferenziale

da Roma

La Commissione europea formalizzerà oggi la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per sospetta violazione dell’articolo 56 del Trattato Ue sulla libera circolazione dei capitali all’interno dell’Unione. Ieri è giunto il «sì» informale dei capi di gabinetto della Commissione, e dunque oggi l’esecutivo Ue potrà varare la procedura che, a quanto pare, si basa sul solo caso Bnl e non farebbe invece menzione dell’Opa olandese su Antonveneta.
La procedura relativa alle norme bancarie prenderebbe di mira, in particolare, le istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia per stabilire quando il controllo di un istituto bancario è stabile ed esclusivo. Come previsto, dunque, nel mirino sono alcune norme nazionali e non la loro applicazione da parte di via Nazionale. La Commissione si allinea dunque alla Banca centrale europea, che nel suo parere sul «caso Fazio», aveva affermato che gli atti del governatore «sono basati su una cornice legislativa nazionale che permette un grado di discrezionalità non necessariamente in linea con gli obiettivi e i principi delle norme Ue».
Il governo italiano avrà due mesi di tempo per rispondere ai rilievi formulati dal commissario al Mercato interno Charlie McCreevy. Secondo la Commissione, le istruzioni di vigilanza bancaria nel nostro Paese non permetterebbero di valutare con chiarezza e trasparenza quando lo scalatore assume il controllo stabile della società scalata: incertezza che si sarebbe determinata nel corso dell’Opa del Banco di Bilbao su Bnl. Per il ministro delle Risorse agricole Gianni Alemanno (An), «Fazio sbaglia a non dimettersi».
Contro la gestione del personale, ieri, funzionari e dipendenti di via Nazionale hanno scioperato per otto ore con un’adesione che, secondo la Falbi, è arrivata all’80%. In particolare, si sono astenuti i funzionari della vigilanza.
Le vicende relative al caso Bnl, ma anche a quello Antonveneta hanno inoltre procurato, secondo Moody’s, «un evidente danno di reputazione al sistema finanziario italiano e all’operatività degli istituti coinvolti». Per la società di rating, tutto questo non ha avuto tuttavia «impatto sulla valutazione delle banche italiane». Moody’s mantiene stabile il rating complessivo del sistema bancario italiano, e vede segnali di recupero della redditività dopo quelli già emersi nel 2004-2005.