Ue, crisi ancora lunga «Durerà tutto l’anno»

da Roma

Meno pessimisti del Fondo monetario sulla crescita dell’economia europea, i ministri finanziari di Eurolandia sono ancora molto preoccupati per la crisi dei mercati finanziari. «Non dobbiamo farci cogliere dal panico - spiega il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck - ma la crisi finanziaria è grave, e durerà tutto l’anno». Gli fa eco l’eurocommissario all’Economia, Joaquin Almunia: «Siamo preoccupati per la crisi finanziaria, che dura più a lungo di quanto avevamo previsto qualche mese fa. I rischi di una revisione al ribasso della crescita - aggiunge - ora sono maggiori». A fine mese, le nuove stime di Bruxelles non potranno certo confermare l’1,8% di crescita finora indicato.
L’Eurogruppo sollecita le banche a un’operazione di trasparenza, rendendo note tutte le esposizioni ai rischi e tutte le perdite legate alla crisi dei mutui subprime. Ministri finanziari e banchieri centrali hanno approvato, durante la riunione che prosegue oggi a livello Ecofin (allargata cioè a tutti i Paesi dell’Ue), un memorandum di cooperazione in caso di nuove crisi finanziarie, con l’obiettivo di evitare contagi fra i diversi Paesi europei. Il memorandum punta sulla cooperazione tra le autorità di vigilanza, banche centrali e ministeri del Tesoro, e su una migliore trasparenza.
Il documento chiede di evitare che un’istituzione finanziaria in difficoltà possa essere salvata con fondi pubblici (come è avvenuto in Gran Bretagna con la Northern Rock). E il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, rileva che le iniezioni di liquidità fatte in questi mesi non sono servite a salvare banche, ma a far funzionare meglio i mercati. «In una situazione di crisi - si afferma nel memorandum - il primato sarà sempre dato a soluzioni nell’ambito del settore privato». Nessuno degli impegni del memorandum è però vincolante. Intanto le banche, osserva il commissario al mercato interno Charlie McCreevy, dovrebbero rendere pubblici «tutti i loro prodotti tossici».
Quanto alle ripercussioni della crisi finanziaria sull’economia reale, nell’interpretazione dei ministri finanziari e dello stesso Almunia, il contagio è meno grave di quanto sta accadendo negli Stati Uniti. Il quadro che si presenta è quello di un’Europa a due velocità, con Germania e Francia in discreta salute e Italia e Spagna che soffrono di più. «Gli ultimi dati ci dicono che Germania e Francia fanno bene - spiega Almunia, al termine della riunione - mentre in Italia e Spagna il livello di fiducia è un po’ in calo».
Le previsioni di crescita 2008 del Fmi per l’Europa appaiono troppo pessimiste agli occhi del presidente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker: «L’Europa - replica - non rischia la recessione». Certo, le preoccupazioni non mancano. Oltre all’innegabile rallentamento dell’economia, e al super-euro che frena le esportazioni, l’Europa mostra un’inflazione ben superiore agli obiettivi della Bce: in marzo ha raggiunto, secondo le stime provvisorie di Eurostat, il 3,5%. Si tratta del record da quando esiste la moneta unica. La Commissione, nelle previsioni più recenti, aveva ipotizzato il 2,6%. Perciò Jean-Claude Trichet mette in guardia i Paesi dell’area: «I governi - dice - devono stare molto attenti ai salari e alle tariffe, contenendo le imposte indirette».
Secondo Trichet, l’esempio della Germania - che ha concesso incrementi salariali di oltre il 5% ai dipendenti pubblici - non deve essere seguito. Ma i sindacati europei, di avviso opposto, manifesteranno oggi a Lubiana proprio per chiedere rimedi alla perdita del potere d’acquisto dei salari.