Ue, Frattini: "Impossibile fermare la ratifica"

Monito della Farnesina alla Lega: "Per
l’Italia è politicamente impossibile fermare il trattato di Lisbona".
Invitando ad "ascoltare le opzioni" dell'Irlanda, il ministro degli
Esteri propone però "azioni concrete sui temi più vicini ai cittadini"

Roma - Per l’Italia è "politicamente impossibile" fermare il processo di ratifica del Trattato di Lisbona, bocciato dal referendum irlandese. È questo il messaggio lanciato alla Lega dal ministro degli Esteri Franco Frattini, a margine del Consiglio Affari generali e relazioni esterne in corso a Lussemburgo. "Abbiamo detto chiaramente che quello che è accaduto impone un riesame profondo di come l’Europa si fa capire e si dimostra attraente per i cittadini - ha affermato Frattini - e questo è un messaggio che la Lega dovrebbe apprezzare". In ogni caso, ha aggiunto il titolare della Farnesina alludendo alla richiesta del Carroccio, "per l’Italia è politicamente impossibile fermare il processo di ratifica".

Lo stop alla Lega Per l’Italia è "politicamente impossibile" interrompere la ratifica del Trattato di Lisbona. Frattini è a Lussemburgo per partecipare al Consiglio Affari generali e relazioni esterne insieme ai colleghi Ue, che ha proprio la crisi provocata dal no irlandese al Trattato di Lisbona al suo centro. "Ho detto, e lo dirò più diffusamente al Parlamento italiano, che quello che è accaduto impone un riesame profondo su come l’Europa si fa capire e si dimostra attraente per i cittadini - ha ribadito - Spero che la Lega possa apprezzarlo, sapendo che per l’Italia è politicamente impossibile fermare il processo di ratifica". Il ministro ha aggiunto: "Sappiamo che il Trattato non entrerà in vigore il primo gennaio 2009 e non sappiamo se e quando entrerà in vigore". Tuttavia, ha proseguito, "è indispensabile che l’Italia proceda con la ratifica". Secondo Frattini, "la globalizzazione si affronta non con meno ma con più Europa, solo che questo va spiegato".

Contro le "soluzioni pasticciate" "Non possiamo immaginare soluzioni pasticciate, siamo contrari a un’Europa a due velocità". Il titolare della Farnesina ha definito "controproducente" prospettare soluzioni affrettate "prima ancora di aver ascoltato gli irlandesi". In effetti, ha ricordato, al summit dei Capi di Stato e di governo di giovedì e venerdì prossimo il premier irlandese Brian Cowen "illustrerà alcune idee proprie, ma dirà anche che l’Irlanda non ha avuto il tempo di compiere un’analisi sufficientemente approfondita sulle ragioni del voto".