Ue, l’Italia è l’ottavo contribuente

da Milano

Nel 2006 l’Unione Europea è costata all’Italia - al netto di tutti i fondi strutturali ricevuti - lo 0,12% del Prodotto interno lordo, una cifra che fa dell’Italia l’ottavo contribuente al bilancio comunitario in termini relativi, al pari dell’Austria. È quanto rivela il rapporto sul bilancio 2006 pubblicato ieri dalla Commissione europea, secondo cui gli unici Paesi tra i contribuenti netti a pagare di meno di Roma sono stati Gran Bretagna e Lussemburgo, entrambi con un contributo dello 0,11% del Pnl. Il Paese che paga di più a Bruxelles rispetto alle dimensioni è l’Olanda, con lo 0,47%, seguita dalla Svezia (0,28%) e dalla Germania (0,27%). Il contributo della Francia è di poco superiore a quello italiano (0,14% del Pil), mentre Spagna e Polonia, insieme a Portogallo, Grecia, e agli altri Paesi dell’allargamento 2004 ricevono più di quanto pagano. In termini assoluti, nel 2006 la Germania è sempre il primo contribuente, con il 20,1% del totale. In cambio Berlino ha ricevuto il 12,6% del bilancio comunitario, pari a 106,6 miliardi di euro. La Francia ha dato il 17,6% e ricevuto il 13,9%, l’Italia il 13,7% e ottenuto l’11,2%.